L’Islam e il Corano denunciati dagli ex-Musulmani come le radici dell’odio, della violenza e del terrorismo Islamico
“Combattere la militanza Islamica militarmente, e la sua ideologia ideologicamente. Sono questi i due fronti della lotta contro la barbarie.”
inviato da Herbrand il 14/5/09 10:59

Napolitano: le differenze religiose non siano fattore di esclusione

Curiosamente, nei paesi Islamici succeda esattamente questo. Forse perché un certo fondatore di una certa religione di pace ha proibito, pena la morte, ai Musulmani di cambiare religione e ha diviso il mondo in "casa dell'Islam" e "casa della guerra".

Inoltre, tutte le religioni sono insiemi di principi, di regole, di idee. Le religioni sono ideologie. Non vedo proprio come potremmo rispettare tutte le idee.
Questa è una follia relativista. Se un'idea è stupida e pericolosa ho il diritto, anzi il dovere, di condannarla - non importa quante persone si sentano offese per questo.

Dal Corriere della Sera del 14 Maggio, "Napolitano: «Troppa retorica xenofoba»":

ROMA - «Si diffonde una retorica pubblica che non esita, anche in Italia, ad incorporare accenti di intolleranza e xenofobia». È il duro monito del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Intervenendo all'assemblea annuale delle Fondazioni europee, il capo dello Stato evidenzia poi come povertà e disuguaglianza siano «strettamente connesse» e che quindi «le misure rivolte a ridurre la povertà e quelle contro l'esclusione sociale devono andare di pari passo».

DIFFERENZE ED ESCLUSIONE - Secondo Napolitano, «solo in questo modo si può evitare che coloro che si trovano in fondo alla scala sociale rimangano confinati in quella posizione». Questo, avverte il presidente della Repubblica, «è tanto più importante nei nostri paesi dove le differenze in termini di origini etniche, religiose e culturali sono aumentate». Qui, prosegue, «il rischio che queste differenze si traducano in un fattore di esclusione è sempre presente ed è aggravato dal diffondersi di una retorica pubblica che non esita, anche in Italia, ad incorporare accenti di intolleranza o xenofobia».

CICLO DI SVILUPPO - Il Capo dello Stato ha sottolineato il dovere di innescare un nuovo ciclo di sviluppo che non intacchi i livelli di equità e di coesione sociale raggiunti, ma anzi li migliori significativamente. «Le nostre società devono dimostrare che questo è un obbiettivo raggiungibile. È un sentiero stretto e impervio, ma è l'unico che l'Europa può ragionevolmente percorrere».

MARONI RISPONDE ALLA CEI - Nel frattempo, sempre a proposito del tema immigrazione, Roberto Maroni risponde alle critiche della Cei sul ddl sicurezza. «Sono infondate - afferma il ministro dell'Interno - Bisogna leggere il provvedimento e allora tanti pregiudizi cadranno». «Io invito a valutare bene - prosegue Maroni - le norme che ci sono, comprese quelle antimafia. Chi vota contro il provvedimento vota contro norme che danno più potere al procuratore nazionale antimafia e più strumenti alle Forze dell'ordine per combattere i traffici illeciti. Tutto il resto sono pregiudizi».
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"Così come non vorrei essere uno schiavo, allo stesso modo non vorrei essere il padrone di nessuno. Questo esprime la mia idea di democrazia. Qualsiasi cosa differisca da questo concetto, proporzionalmente alla sua differenza, non è democrazia."
Abramo Lincoln

"E concludo: così come non vorrei essere un dhimmi, allo stesso modo non vorrei essere un Musulmano."
Ali Sina

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