L’Islam e il Corano denunciati dagli ex-Musulmani come le radici dell’odio, della violenza e del terrorismo Islamico
“Combattere la militanza Islamica militarmente, e la sua ideologia ideologicamente. Sono questi i due fronti della lotta contro la barbarie.”
inviato da Herbrand il 19/5/09 13:51

Sopravvivere in un Mondo post-americano - Parte 2

Link alla prima parte

Continua dal Jerusalem Post del 10 Aprile 2009, articolo di Caroline Glick (si ringrazia F.C. per la traduzione):

IL TRADIMENTO AMERICANO dei suoi alleati democratici rende ognuno di essi più vulnerabile all'aggressione da parte dei loro nemici - nemici che l'Amministrazione Obama sta cercando attivamente di compiacere. E mentre gli Stati Uniti rafforzano i loro avversari a spese loro, queste Democrazie abbandonate devono considerare cosa fare per sopravvivere quali Societą libere in questo nuovo ambiente minaccioso post-americano.

Perloppiù, gli alleati americani rifiutati mancano di capacitą di sconfiggere i loro nemici da soli. L'India non può facilmente sconfiggere il Pakistan armato in modo nucleare, il quale stesso è frammentato in islamisti anti-India-e-pro-nucleare e fazioni che supportano gli islamisti.

Il Giappone Oggi non può affrontare la Corea del nord -che agisce per procura cinese- da sè, senza rischiare un confronto con la Cina.

L'invasione russa della Georgia ad agosto passato ha mostrato che le sue Repubbliche satellite non hanno possibilitą di sfuggire da sole alla presa di Mosca.

La Conferenza della Lega araba di questa settimana a Doha ha dimostrato ai Leaders irakeni che i loro fratelli arabi sono incapaci o senza volontą di affrontare l'Iran.

E gli sforzi dell'Amministrazione Obama di conquistare l'Iran sono andati in coppia con i suoi piani di ridurre fortemente il Programma di difesa missilistico -incluso quello a cui partecipa Israele-, mentre le pressioni su Israele perchè smantelli il suo poprio arsenale nucleare rendono chiaro il fatto che Israele sia solo contro l'Iran.

I RISCHI che il neo-inaugurato Mondo post-americano rappresenta per i suoi amici minacciati, sono chiari. Ma ci sono possibilitą di sopravvivere, ed Israele può e deve giocare un ruolo centrale nello svilupparle. In modo specifico, Israele deve muoversi rapidamente per sviluppare alleanze strategiche con il Giappone, l'Iraq, la Polonia e la Repubblica Ceca e deve espandere le sue alleanze all'India.

Con le capacitą tecnologiche d'Israele, la sua intelligenza e la sua esperienza militare, esso può giocare un ruolo vitale per traghettare le capacitą di questi Paesi verso il contenimento degli Stati canaglia che li minacciano.

E contenendo le mire di Russia, Corea del nord e Pakistan, essi renderanno più facile ad Israele il contenimento dell'Iran persino se gli Stati Uniti supportano i Mullah.

Le possibilitą di cooperazione strategica fra tutti questi Stati e Israele permettono lo scambio d'intelligenza, fino all'addestramento militare condiviso, alla difesa missilistica, lo sviluppo navale, la collaborazione satellitare, fino alla cooperazione nucleare. In aggiunta, naturalmente, legami economici allargati fra questi Stati, cosa che può aiutarli nella lotta a stare a galla in questa Crisi economica globale.

Sebbene siano lungi dall'essere senza rischi, queste opportunitą sono realistiche perchè sono fondate su interessi stabili e condivisi. ƈ questo il caso, sebbene questi potenziali alleati non mostreranno maggior supporto per Israele nei Fori internazionali. Vista la loro dipendenza dal petrolio arabo, non ci si può aspettare che questi alleati votino con Israele presso l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Ma questo non dovrebbe riguardare Gerusalemme.

L'unica cosa che riguarda Gerusalemme Oggi è come indebolire l'Iran sia direttamente -attaccando le sue installazioni nucleari-, sia indirettamente -indebolendo i suoi partners internazionali a Mosca, Pyongyang, Islamabad-, aldilą dell'assenza di supporto statunitense.

Se il Giappone è in grado di contenere la Corea del nord e limitare la libertą di Pyongyang di fornire le sue armi nucleari e i suoi missili a Iran e Siria, per Israele è meglio. Allo stesso modo per Israele è meglio, se la Russia viene contenuta da Governi democratici dell'Europa dell'est e centrale. Per queste Nazioni è meglio se l'Iran vien contenuto e limitato nel minacciarle, sia direttamente che indirettamente, attraverso i suoi partners strategici in Corea del nord, Siria e Russia, e i suoi affiliati terroristi in Iraq, Pakistan e Afghanistan.

Per i passati 16 anni, i Governi israeliani hanno malamente pensato che la Politica si basasse su interessi strategici. Il concetto che ha guidato i decision-makers israeliani, non diversamente da quello che guida Oggi l'Amministrazione Obama, è stato quello che la Sicurezza sarebbe giunta quale conseguenza al compiacimento dei propri nemici, tramite l'indebolimento di sè. Quale apprezzamento per i sacrifici fatti da Israele, le Nazioni del Mondo, e particolarmente gli arabi e l'Europa, avrebbero difeso Israele in caso di bisogno. Ora che è il caso, la Strategia politica israeliana di assicurare sè stesso si rivela un fiasco totale.

La buona notizia è che senza dubbio, presto o tardi, l'idea simile di Obama -di denudare gli Stati Uniti della sua potenza militare, con l'ingenua pretesa che sarą in grado di usare la sua nuova autorevolezza morale per vincere strategicamente i suoi nemici, portandoli dalla sua parte- fallirą spettacolarmente e la Politica estera americana tornerą alla sua strategica razionalitą.

Ma per sopravvivere all'attuale periodo di follia strategica americana, Israele e altri alleati rifiutati dagli Stati Uniti devono costruire alleanze, gli uni con gli altri -in caso di bisogno- per contenere i loro avversari in assenza dell'America. Se ci riescono con successo, allora il danno alla Sicurezza globale causato dalla smascolinizzazione del suo Paese, per mano di Obama, sarą limitato. Se d'altra parte falliranno, allora l'eventuale ritorno dell'America alla sua sensatezza, arriverą troppo tardi per i suoi alleati -se non per l'America stessa-.


Originalmente pubblicato dal Jerusalem Post.
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"Così come non vorrei essere uno schiavo, allo stesso modo non vorrei essere il padrone di nessuno. Questo esprime la mia idea di democrazia. Qualsiasi cosa differisca da questo concetto, proporzionalmente alla sua differenza, non è democrazia."
Abramo Lincoln

"E concludo: così come non vorrei essere un dhimmi, allo stesso modo non vorrei essere un Musulmano."
Ali Sina

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