NUOVA DELHI: Potrebbe trattarsi di una notizia legata alle prossime elezioni, ma è un'idea intelligente. Il Vishwa Hindu Parishad ha inviato una lettera a 13 prominenti organizzazioni Musulmane in India con una curiosa richiesta - che esse dichiarino, in una fatwa, che l'India sia un paese "amico" dell'Islam, o un Dar-ul-Aman, rendendo quindi la jihad contro l'India e gli Indiani illegali.
Il Dharm Raksha Manch, una congregazione di leader Indù, ha anche chiesto alla leadership Musulmana di dichiarare che gli Indù non sono "kafir" e quindi non dovrebbero essere legittimi bersagli per la jihad. La lettera ą stata inviato al All India Milli Council, al Dar-ul-Uloom Deoband, al Tablighi Jamaat, al Jamiat Ulema-e-Hind ed al All India Organisation of Imams of Mosques, fra gli altri.
La lettera chiede agli ulema di "emanare una fatwa che dichiari che l'India non è Dar-ul-Harb, cioè un paese contro cui i Musulmani devono lanciare una guerra religiosa, piuttosto che l'India è Dar-ul-Aman, un paese di pace in cui tutti i Musulmani possono praticare e propagare la propria religione senza limitazioni."
Molti scrittori fondamentalisti Islamici hanno dichiarato che l'India ha cessato di essere Dar-ul-Islam dopo che gli Inglesi l'hanno abbandonata e che il Pakistan è stato creato da essa. Il VHP chiaramente non sta chiedendo agli Ulema di dichiarare l'India Dar-ul-Islam, ma una terza varietą, Dar-ul-Aman o Terra della Pace. La nuova mossa del VHP, dicono in molti, è intimamente legata alle elezioni ed è un probabile tentativo di fare cassa sull'ira che cova in molti dopo gli attacchi di Mumbai.
Certamente, Laskhar-e-Taiba, nei suoi scritti e nei sermoni di Hafiz Mohammed Saeed, ha dichiarato in numerose occasioni che il suo obiettivo è quello di riavere indietro la terra Islamica dell'India - oltre il Kashmir, questo includerebbe Hyderabad, Junagadh etc. Questa è stata l'ispirazione del gruppo Deccan Mujahideen, un fronte in cui molti dei suoi leader considerano l'India è un legittimo bersaglio per la jihad.
Nelle loro email al vetriolo, i Mujahideen Indiani, che rivendicano la responsabilitą per le esplosioni di Delhi ed Ahmedabad, avevano anche usato riferimenti a testi religiosi per giustificare gli attacchi contro gli Indiani.
Ashok Singhal, capo del VHP, ha detto che le lettera è una richiesta agli studiosi Musulmani di chiarire molti preconcetti. "Il Dharm Raksha Manch è particolarmente preoccupato del fatto che le scritture Islamiche sono servite come ispirazione dietro questi attacchi, e siamo preoccupati che questo possa avvenire ancora in futuro", ha detto.
"Ci aspettiamo che queste organizzazioni rispondano positivamente a questo appello. Crediamo fermamente che fino a quando i leader Islamici non condannino la violenza ispirata dalla religione, il terrorismo in questo paese non finirą", dice Singhal. "Se l'Islam è una religione di pace, come essi affermano, allora ci aspetteremmo che essi emettano una fatwa che chiarisca le loro posizioni", ha aggiunto."
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