L’Islam e il Corano denunciati dagli ex-Musulmani come le radici dell’odio, della violenza e del terrorismo Islamico
“Combattere la militanza Islamica militarmente, e la sua ideologia ideologicamente. Sono questi i due fronti della lotta contro la barbarie.”
inviato da Herbrand il 29/7/09 18:00

Musulmani rifiutano di dichiarare l'India esente dalla jihad

Da Jihadwatch:

Gruppi Islamici ignorano richiesta Indù di dichiarare l'India al sicuro dalla jihad

Questo dovrebbe essere all'apparenza molto semplice: un gruppo Indù ha chiesto a 13 organizzazioni Musulmane di dichiarare l'India un paese "amico" dell'Islam e quindi non passibile di jihad. Sarebbe lecito aspettarsi che i rappresentanti ufficiali della tanto decantata Religione di Pace abbiano benvenuto questa opportunitą di ripudiare i jihadisti, che starebbero "distorcendo" i pacifici insegnamenti dell'Islam e prendendo in ostaggio la purezza della sua fede, e abbracciare pubblicamente l'affermazione secondo cui Musulmani e non Musulmani devono vivere insieme in pace in una societą che non riconosca la superioritą di nessuna religione in particolare.

Ma questa richiesta è avvenuta cinque mesi fa, e finora, secondo il lettore di Jihad Watch Varunappa, i gruppi Islamici hanno risposto che... no, non hanno risposto affatto.

Perché secondo voi?

(Jihadwatch informa che se qualcuno di questi gruppi abbia effettuato una dichiarazione di cui non è a conoscenza, di segnalarla subito a director@jihadwatch.org - questa sarą pubblicata immediatamente)

Questa è la storia della richiesta: "Emanare una fatwa che dichiari l'India amica dell'Islam: VHP", da Times of India, 23 Febbraio 2009:

NUOVA DELHI: Potrebbe trattarsi di una notizia legata alle prossime elezioni, ma è un'idea intelligente. Il Vishwa Hindu Parishad ha inviato una lettera a 13 prominenti organizzazioni Musulmane in India con una curiosa richiesta - che esse dichiarino, in una fatwa, che l'India sia un paese "amico" dell'Islam, o un Dar-ul-Aman, rendendo quindi la jihad contro l'India e gli Indiani illegali.

Il Dharm Raksha Manch, una congregazione di leader Indù, ha anche chiesto alla leadership Musulmana di dichiarare che gli Indù non sono "kafir" e quindi non dovrebbero essere legittimi bersagli per la jihad. La lettera ą stata inviato al All India Milli Council, al Dar-ul-Uloom Deoband, al Tablighi Jamaat, al Jamiat Ulema-e-Hind ed al All India Organisation of Imams of Mosques, fra gli altri.

La lettera chiede agli ulema di "emanare una fatwa che dichiari che l'India non è Dar-ul-Harb, cioè un paese contro cui i Musulmani devono lanciare una guerra religiosa, piuttosto che l'India è Dar-ul-Aman, un paese di pace in cui tutti i Musulmani possono praticare e propagare la propria religione senza limitazioni."

Molti scrittori fondamentalisti Islamici hanno dichiarato che l'India ha cessato di essere Dar-ul-Islam dopo che gli Inglesi l'hanno abbandonata e che il Pakistan è stato creato da essa. Il VHP chiaramente non sta chiedendo agli Ulema di dichiarare l'India Dar-ul-Islam, ma una terza varietą, Dar-ul-Aman o Terra della Pace. La nuova mossa del VHP, dicono in molti, è intimamente legata alle elezioni ed è un probabile tentativo di fare cassa sull'ira che cova in molti dopo gli attacchi di Mumbai.

Certamente, Laskhar-e-Taiba, nei suoi scritti e nei sermoni di Hafiz Mohammed Saeed, ha dichiarato in numerose occasioni che il suo obiettivo è quello di riavere indietro la terra Islamica dell'India - oltre il Kashmir, questo includerebbe Hyderabad, Junagadh etc. Questa è stata l'ispirazione del gruppo Deccan Mujahideen, un fronte in cui molti dei suoi leader considerano l'India è un legittimo bersaglio per la jihad.

Nelle loro email al vetriolo, i Mujahideen Indiani, che rivendicano la responsabilitą per le esplosioni di Delhi ed Ahmedabad, avevano anche usato riferimenti a testi religiosi per giustificare gli attacchi contro gli Indiani.

Ashok Singhal, capo del VHP, ha detto che le lettera è una richiesta agli studiosi Musulmani di chiarire molti preconcetti. "Il Dharm Raksha Manch è particolarmente preoccupato del fatto che le scritture Islamiche sono servite come ispirazione dietro questi attacchi, e siamo preoccupati che questo possa avvenire ancora in futuro", ha detto.


Una preoccupazione perfettamente comprensibile.

"Ci aspettiamo che queste organizzazioni rispondano positivamente a questo appello. Crediamo fermamente che fino a quando i leader Islamici non condannino la violenza ispirata dalla religione, il terrorismo in questo paese non finirą", dice Singhal. "Se l'Islam è una religione di pace, come essi affermano, allora ci aspetteremmo che essi emettano una fatwa che chiarisca le loro posizioni", ha aggiunto."


Se solo lo fosse, questa sarebbe invero un'aspettativa ragionevole.
1 commenti:
ago86 dice:
In India i musulmani sono circa l'11% del totale, che io sappia. E vi lascio indovinare come sono arrivati in quelle zone. Ad ogni modo, ancora una volta questo fa capire che nessuno è al sicuro, e che nemmeno in un paese come l'India è possibile la convivenza pacifica con l'islam.
30/7/09 16:01

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"Così come non vorrei essere uno schiavo, allo stesso modo non vorrei essere il padrone di nessuno. Questo esprime la mia idea di democrazia. Qualsiasi cosa differisca da questo concetto, proporzionalmente alla sua differenza, non è democrazia."
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"E concludo: così come non vorrei essere un dhimmi, allo stesso modo non vorrei essere un Musulmano."
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