L’Islam e il Corano denunciati dagli ex-Musulmani come le radici dell’odio, della violenza e del terrorismo Islamico
“Combattere la militanza Islamica militarmente, e la sua ideologia ideologicamente. Sono questi i due fronti della lotta contro la barbarie.”
inviato da Herbrand il 05/8/09 13:05

"In principio, la Jihad era Jihad offensiva"

Da Jihadwatch:

"In principio, la Jihad era una Jihad offensiva, predisposta allo scopo di diffondere l'Islam attraverso il mondo"

Una branca Americana di questo gruppo si è recentemente incontrata a Chicago. Nessuno è parso curarsene troppo. Notate anche che quando i non-Musulmani fanno notare che secondo gli insegnamenti Islamici tradizionali "la Jihad è una Jihad offensiva, predisposta allo scopo di diffondere l'Islam attraverso il mondo", gruppi di teppisti pseudo-moderati come il CAIR li denunciano come "bigotti" e "islamofobi". Ma non aspettatevi che il CAIR denunci Salah Al-Din 'Adhadhda or Muhammad Ibrahim come "bigotto" e "islamofobo".

"Islamisti Libanesi si dichiarano a favore della "Jihad Offensiva" per conquistare il mondo e imporre l'Islam", da MEMRI, 21 Luglio:

Quelli che seguono sono estratti da un discorso pubblico pronunciato da membri del gruppo Islamista Hizb Al-Tahrir in Libano, trasmessi da Al-Jazeera TV il 21 Luglio 2009.

Salah Al-Din 'Adhadhda, membro dell'ufficio stampa di Hizb Al-Tahrir in Libano: "Siamo venuti qui per parlare del pinnacolo dell'Islam - la Jihad in nome di Allah. Dal momento che la Jihad - così come altri precetti della Shari'a - è stata soggetta a distorsioni e perversioni, a causa di invasioni culturali e ideologiche da cui la nostra nazione continua a soffrire, e dal momento che la nazione ha perso il vero significato di Jihad, e nelle menti di molti di noi, la Jihad è diventata sinonimo di resistenza, condotta da un gruppo di giovani Musulmani con capacitą - la Jihad di una nazione di 1.5 miliardi di persone è stata ridotta all'uccisione degli Americani in Iraq, di un Inglese in Afghanistan, di un Ebreo in Palestina, o di un Russo in Cecenia. Ergo, questa nazione scende in strada nelle sue cittą per celebrare l'uccisione di una dozzina qui o di un centinaio lą.

La nazione ha perso di vista il fatto che non dovrebbe affatto celebrare, anche se la Palestina, l'Iraq e l'Afghanistan fossewr liberati, perché queste occupazioni sono state la conseguenza della negligenza e del silenzio della nazione, di fronte a questi regimi corrotti. Anche se i crimini di questi governanti sono ovvi - nella loro assistenza nell'occupazione dei nostri paesi da parte di paesi infedeli - la nostra nazione ha dimenticato che una vera celebrazione dovrebbe avere luogo solo con la conquista delle capitali del mondo dal messaggio dell'Islam, allo scopo di salvare e liberare l'umanitą, facendo uscire la gente dalle tenebre e dalla tirannia del capitalismo alla giustizia e alla luce dell'Islam."

[...]

Muhammad Ibrahim, membro del gruppo consultivo di Hizb Al-Tahrir in Libano: "La Jihad nell'Islam è die due tipi. Il primo tipo è la Jihad offensiva, in cui i Musulmani ingaggiano gli infedeli in combattimento per portar loro il messaggio dell'Islam, e per tirarli fuori dalle tenebre alla luce. Questo tipo di Jihad ha sofferto la più violenta campagna ideologica e culturale dall'Occidente, a causa di ciò che gli infedeli vedono come distruzione dei loro interessi terreni - interessi che sfruttano gli esseri umani, succhiando il loro sangue. La Jihad è il percorso dell'umanitą dalla deprivazione e dalla sofferenza nelle loro vite. L'Occidente ha diretto le sue freccie intensamente contro la Jihad, perché si rende conto di quanto pericolosa la Jihad sia per la sua civiltą e cultura. l'Occidente ha distorto la Jihad, presentandola come un attacco diretto contro la gente, che sparge il loro sangue, li soggioga, li opprime, saccheggia le loro risorse, e così via. Ha distorto il vero significato di Jihad.

E' triste che molti Musulmani si siano affezionati all'Occidente e siano stati influenzati dalla sua cultura. Queste persone arrivano a ripetere le affermazioni di molti Orientalisti - che la Jihad è una guerra esclusivamente difensiva, e che non c'è nessuna veritą in quello che viene detto sulla Jihad offensiva o guerra offensiva. Ergo, si allineano a loro volta con la cultura Occidentale. Peggiori sono coloro che si comportano come i nemici dell'Islam, e considerano la Jihad come aggressione e terrorismo."

[...]

"Alcune persone hanno cercato di interpretare la Jihad nient'altro che come un mezzo di auto-difesa. Ergo, i Musulmani hanno abbandonato il pinnacolo della loro gloria, e hanno abbandonato le loro responsabilitą verso il mondo, come risultato della loro debolezza ideologica e della mancanza di comprensione delle leggi della Shari'a e del Profeta Muhammad. In principio, la Jihad era una Jihad offensiva, predisposta allo scopo di diffondere l'Islam attraverso il mondo."
2 commenti:
ago86 dice:
Non credo ci sia nulla da aggiungere. Questo articolo si commenta da sé. Vogliono la morte di migliaia di persone, e non vedono l'ora di celebrare tale avvenimento.
06/8/09 13:07
Herbrand dice:
Sarò ripetitivo, ma non posso che notare la seguente contraddizione: come mai quando sono i critici dell'Islam a evidenziare queste cose, si viene tacciati di intolleranza, razzismo, ecc. Quando sono i Musulmani stessi a farlo, con ampi riferimenti alla loro religione come fonte di motivazione per questo atteggiamento di aperta aggressione verso il resto del mondo... nessuno fiata?

Voglio dire, queste parole sono pesanti come macigni: è come se un vescovo dichiarasse la necessitą di convertire intere popolazioni a forza e conquistare militarmente i loro paesi, motivando correttamente questa affermazione con precisi riferimenti alla dottrina Cristiana: verrebbe come minimo denunciato per incitazione all'odio, e riportato alle autoritą civili e religiose dai suoi stessi fedeli.
Qualcuno di voi ha per caso visto nessuno della "stragrande maggioranza" di Musulmani "moderati" puntare il dito contro Mr. Salah Al-Din?
Appunto.
06/8/09 16:40

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"Così come non vorrei essere uno schiavo, allo stesso modo non vorrei essere il padrone di nessuno. Questo esprime la mia idea di democrazia. Qualsiasi cosa differisca da questo concetto, proporzionalmente alla sua differenza, non è democrazia."
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"E concludo: così come non vorrei essere un dhimmi, allo stesso modo non vorrei essere un Musulmano."
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