
In una drammatica seduta dinanzi alla corte rivoluzionaria questo weekend, a Maryam Rustampoor (27 anni) e Marzieh Amirizadeh (30 anni) è stato detto di rinunciare alla loro fede in Cristo. Nonostante sia stata esercitata grande pressione su di esse, entrambe hanno rifiutato di arrendersi. Maryam e Marzieh furono originariamente arrestate il 5 Marzo 2009 e hanno grandemente sofferto durante la loro prigionia, soffrendo di cagionevole salute, confinamento solitario e interrogazioni (da bendate) per molte ore. In una corte di legge, il prosecutore Mr. Haddad, ha chiesto a Maryam e Marzieh circa la loro fede e ha detto loro che dovevano rinunciare ad essa sia verbalmente che per iscritto. Hanno risposto, "non rinnegheremo la nostra fede".
Nel corso dell'udienza, Maryam e Marzieh hanno fatto riferimento al loro credo secondo cui Dio le aveva convinte attraverso lo Spirito Santo.
Mr. Haddad ha detto loro, "E' impossibile che Dio parli agli uomini." Marzieh gli ha chiesto di rimando, "Stai mettendo in dubbio l'Onnipotenza di Dio?" Mr. Haddad ha risposto, "Tu non sei degna di ascoltare la parola di Dio." Marzieh ha detto, "E' Dio, e non tu, ha decidere se lo sono."
Negli occhi della corte, l'unico crimine di Maryam e Marzieh è stata la loro conversione al Cristianesimo, ma queste giovani donne sono rimaste forti e si sono aggrappate alla loro fede in Gesù Cristo come loro Signore e Salvatore. Sono ora in prigione in attesa della sentenza.
Nonostante il Parlamento Iraniano non abbia approvato nessuna legislazione sull'apostasia, negli ultimi 20 anni l'Iran ha punito molti convertiti al Cristianesimo mediante tortura, prigionia, e uccisioni extragiudiziarie. Vi chiediamo di pregare per queste coraggiose donne di Dio.
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"Così come non vorrei essere uno schiavo, allo stesso modo non vorrei essere il padrone di nessuno. Questo esprime la mia idea di democrazia. Qualsiasi cosa differisca da questo concetto, proporzionalmente alla sua differenza, non è democrazia."
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