L’Islam e il Corano denunciati dagli ex-Musulmani come le radici dell’odio, della violenza e del terrorismo Islamico
“Combattere la militanza Islamica militarmente, e la sua ideologia ideologicamente. Sono questi i due fronti della lotta contro la barbarie.”
inviato da Antonio il 02/9/09 13:06

L'Eurabia ha una capitale: Rotterdam

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A Feyenoord si vedono ovunque donne velate che sfrecciano come lampi per le strade del quartiere. Evitano ogni contatto, soprattutto con gli uomini, perfino il contatto visivo. Feyenoord ha le dimensioni di una città e vi convivono settanta nazionalità. È una zona che vive di sussidi e di edilizia popolare, è qui che si capisce di più come l'Olanda – con tutte le sue norme antidiscriminazione e con tutta la sua indignazione morale – è una società completamente segregata. Rotterdam è nuova, venne bombardata due volte nella seconda guerra mondiale dalla Luftwaffe. Come Amsterdam è sotto il livello del mare, ma a differenza della capitale non ha fascino libertino. A Rotterdam sono i venditori arabi di cibo halal a dominare l'estetica urbana, non i neon delle prostitute. Ovunque si vedono casbah-caffè, agenzie di viaggio che offrono voli per Rabat e Casablanca, poster di solidarietà con Hamas e lezioni di olandese a buon prezzo.

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È la seconda città del paese, una città povera, ma è anche il motore dell'economia con il suo grande porto, il più importante d'Europa. È una città a maggioranza immigrata, con la più alta e imponente moschea di tutta Europa. Il sessanta per cento degli stranieri che arrivano in Olanda vengono ad abitare qui. La cosa che più colpisce giungendo in città con il treno sono queste enormi affascinanti moschee su un paesaggio verdissimo, lussurreggiante, boschivo, acquoso, come corpi alieni rispetto al resto. La chiamano "Eurabia". È imponente la moschea Mevlana dei turchi. Ha i minareti più alti d'Europa, più alti persino dello stadio della squadra di calcio Feyenoord.

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Rotterdam è una città che ha molti quartieri sequestrati dall'islamismo più cupo e violento. La casa di Pim Fortuyn spicca come una perla in un mare di chador e niqab. Si trova al numero 11 di Burgerplein, dietro la stazione. Di tanto in tanto qualcuno viene a portare fiori davanti alla casa del professore assassinato ad Amsterdam il 6 maggio del 2002. Altri lasciano un biglietto: "In Olanda si tollera tutto, tranne la verità". È stato un milionario di nome Chris Tummesen ad acquistare la casa di Pim Fortuyn perché rimanesse intatta. La sera prima dell'omicidio Pim era nervoso, lo aveva detto in televisione che si era creato un clima di demonizzazione contro di lui e le sue idee. E così avvenne, con quei cinque colpi alla testa sparati da Volkert van der Graaf, un militante della sinistra animalista, un ragazzotto mingherlino, calvinista, capelli rasati, occhi cupi, vestito da ecologista puro, maglia lavorata a mano, sandali e calze di lana caprina, vegetariano assoluto, "un ragazzo impaziente di cambiare il mondo", dicono gli amici.

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Nel centro di Rotterdam non molto tempo fa sono apparse foto mortuarie di Geert Wilders, poste sotto un albero, con una candela a lumeggiarne la morte prossima ventura. Oggi Wilders è il politico più popolare in città. È lui l'erede di Fortuyn, il professore omosessuale, cattolico, ex marxista che aveva lanciato un partito per salvare il paese dall'islamizzazione. Al suo funerale mancava soltanto la regina Beatrice, perché l'addio al "divino Pim" diventasse un funerale da re. Prima lo hanno mostrificato (un ministro olandese lo chiamò "untermensch", subuomo alla nazista), poi lo hanno idolatrato. Le prostitute di Amsterdam deposero una corona di fiori all'obelisco dei caduti in piazza Dam.

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"The Economist", settimanale lontano dalle tesi antislamiche di Wilders, tre mesi fa parlava di Rotterdam come di un "incubo eurabico". Per gran parte degli olandesi che ci vivono l'islamismo è oggi un pericolo più grande del Delta Plan, il complicato sistema di dighe che previene l'inondazione dal mare, come quella che nel 1953 fece duemila morti. La pittoresca cittadina di Schiedam, attaccata a Rotterdam, è sempre stata un gioiello nell'immaginazione olandese. Poi l'alone fiabesco è svanito, quando sui quotidiani tre anni fa è diventata la città di Farid A., l'islamista che minacciava di morte Wilders e la dissidente somala Ayaan Hirsi Ali. Da sei anni Wilders vive 24 ore su 24 sotto la protezione della polizia.

ImmagineThe Islamic University in Rotterdam

A Rotterdam gli avvocati musulmani vogliono cambiare anche le regole del diritto, chiedendo di poter restare seduti quando entra il giudice. Riconoscono soltanto Allah. L'avvocato Mohammed Enait si è appena rifiutato di alzarsi in piedi quando in aula sono entrati i magistrati, ha detto che "l'islam insegna che tutti gli uomini sono uguali". La corte di Rotterdam ha riconosciuto il diritto di Enait di rimanere seduto: "Non esiste alcun obbligo giuridico che imponga agli avvocati musulmani di alzarsi in piedi di fronte alla corte, in quanto tale gesto è in contrasto con i dettami della fede islamica". Enait, a capo dello studio legale Jairam Advocaten, ha spiegato che "considera tutti gli uomini pari e non ammette alcuna forma di ossequio nei confronti di alcuno". Tutti gli uomini ma non tutte le donne. Enait è noto per il suo rifiuto di stringere la mano alle donne, che più volte ha dichiarato di preferire con il burqa. E di burqa se ne vedono tanti a Rotterdam.

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Che l'Eurabia abiti ormai a Rotterdam lo ha dimostrato un caso avvenuto in aprile allo Zuidplein Theatre, uno dei più prestigiosi in città, un teatro modernista, fiero di "rappresentare la diversità culturale di Rotterdam". Sorge nella parte meridionale della città e riceve fondi del comune, guidato dal musulmano e figlio di imam Ahmed Aboutaleb. Tre settimane fa lo Zuidplein ha consentito di riservare un'intera balconata alle sole donne, in nome della sharia. Non accade in Pakistan o in Arabia saudita, ma nella città da cui sono partiti per gli Stati Uniti i Padri Fondatori. Qui i pellegrini puritani sbarcarono con la Speedwell, che poi scambiarono con la Mayflower. Qui è iniziata l'avventura americana. Oggi c'è la sharia legalizzata.

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In occasione dello spettacolo del musulmano Salaheddine Benchikhi, lo Zuidplein Theatre ha accolto la sua richiesta di riservare alle sole donne le prime cinque file. Salaheddine, editorialista del sito Morokko.nl, è noto per la sua opposizione all'integrazione dei musulmani. Il consiglio municipale lo ha approvato: "Secondo i nostri valori occidentali la libertà di vivere la propria vita in funzione delle proprie convinzioni è un bene prezioso". Anche un portavoce del teatro ha difeso il regista: "I musulmani sono un gruppo difficile da far venire in teatro, per questo siamo pronti ad adattarci".

ImmagineThe Islamic University in Rotterdam

Un altro che è stato pronto ad adattarsi è il regista Gerrit Timmers. Le sue parole sono abbastanza sintomatiche di quella che Wilders chiama "autoislamizzazione". Il primo caso di autocensura avvenne proprio a Rotterdam, nel dicembre 2000. Timmers, direttore del gruppo teatrale Onafhankelijk Toneel, voleva mettere in scena la vita della moglie di Maometto, Aisha. Ma l'opera venne boicottata dagli attori musulmani della compagnia quando fu evidente che sarebbero stati un bersaglio degli islamisti. "Siamo entusiasti dell'opera, ma la paura regna", gli dissero gli attori. Il compositore, Najib Cherradi, comunicò che si sarebbe ritirato "per il bene di mia figlia". Il quotidiano "Handelsblad" titolò così: "Teheran sulla Mosa", il dolce fiume che bagna Rotterdam. "Avevo già fatto tre lavori sui marocchini e per questo volevo avere degli attori e cantanti musulmani", ci racconta Timmers. "Poi mi dissero che era un tema pericoloso e che non potevano partecipare perché avevano ricevuto delle minacce di morte. A Rabat uscì un articolo in cui si disse che avremmo fatto la fine di Salman Rushdie. Per me era più importante continuare il dialogo con i marocchini piuttosto che provocarli. Per questo non vedo alcun problema se i musulmani vogliono separare gli uomini dalle donne in un teatro".

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Incontriamo il regista che ha portato la sharia nei teatri olandesi, Salaheddine Benchikhi. È giovane, moderno, orgoglioso, parla un inglese perfetto. "Io difendo la scelta di separare gli uomini dalle donne perché qui vige libertà d'espressione e di organizzazione. Se le persone non possono sedersi dove vogliono è discriminazione. Ci sono due milioni di musulmani in Olanda e vogliono che la nostra tradizione diventi pubblica, tutto si evolve. Il sindaco Aboutaleb mi ha sostenuto".

Un anno fa la città entrò in fibrillazione quando i giornali resero nota una lettera di Bouchra Ismaili, consigliere del comune di Rotterdam: "Ascoltate bene, pazzi freak, siamo qui per restarci. Siete voi gli stranieri qui, con Allah dalla mia parte non temo niente, lasciatevi dare un consiglio: convertitevi all'islam e trovate la pace". Basta un giro per le strade della città per capire che in molti quartieri non siamo più in Olanda. È un pezzo di Medio Oriente. In alcune scuole c'è una "stanza del silenzio" dove gli alunni musulmani, in maggioranza, possono pregare cinque volte al giorno, con un poster della Mecca, il Corano e un bagno rituale prima della preghiera. Un altro consigliere musulmano del comune, Brahim Bourzik, vuol far disegnare in diversi punti della città segnali in cui inginocchiarsi in direzione della Mecca.

Sylvain Ephimenco è un giornalista franco-olandese che vive a Rotterdam da dodici anni. È stato per vent'anni corrispondente di "Libération" dall'Olanda ed è fiero delle sue credenziali di sinistra. "Anche se ormai non ci credo più", dice accogliendoci nella sua casa che si affaccia su un piccolo canale di Rotterdam. Non lontano da qui si trova la moschea al Nasr dell'imam Khalil al Moumni, che in occasione della legalizzazione del matrimonio gay definì gli omosessuali "malati peggio dei maiali". Da fuori si vede che la moschea ha più di vent'anni, costruita dai primi immigrati marocchini. Moumni ha scritto un libercolo che gira nelle moschee olandesi, "Il cammino del musulmano", in cui spiega che agli omosessuali si deve staccare la testa e "farla penzolare dall'edificio più alto della città". Accanto alla moschea al Nasr ci sediamo in un caffè per soli uomini. Davanti a noi c'è un mattatoio halal, islamico. Ephimenco è autore di tre saggi sull'Olanda e l'islam, e oggi è un famoso columnist del quotidiano cristiano di sinistra "Trouw". Ha la miglior prospettiva per capire una città che, forse anche più di Amsterdam, incarna la tragedia olandese.

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"Non è affatto vero che Wilders raccoglie voti delle periferie, lo sanno tutti anche se non lo dicono", ci dice. "Oggi Wilders viene votato da gente colta, anche se all'inizio era l'Olanda bassa dei tatuaggi. Sono tanti accademici e gente di sinistra a votarlo. Il problema sono tutti questi veli islamici. Dietro casa mia c'è un supermercato. Quando arrivai non c'era un solo velo. Oggi alla cassa ci sono soltanto donne musulmane col chador. Wilders non è Haider. Ha una posizione di destra ma anche di sinistra, è un tipico olandese. Qui ci sono anche ore in piscina per sole donne musulmane. È questa l'origine del voto per Wilders. Si deve fermare l'islamizzazione, la follia del teatro. A Utrecht c'è una moschea dove si danno servizi municipali separati per uomini e donne. Gli olandesi hanno paura. Wilders è contro il Frankenstein del multiculturalismo. Io che ero di sinistra, ma che oggi non sono più niente, dico che abbiamo raggiunto il limite. Ho sentito traditi gli ideali dell'illuminismo con questo apartheid volontario, nel mio cuore sento morti gli ideali d'eguaglianza di uomo e donna e la libertà d'espressione. Qui c'è una sinistra conformista e la destra ha una migliore risposta al pazzo multiculturalismo".

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Alla Erasmus University di Rotterdam insegna Tariq Ramadan, il celebre islamista svizzero che è anche consulente speciale del comune. A scovare dichiarazioni di Ramadan critiche sugli omosessuali è stata la più celebre rivista gay d'Olanda, "Gay Krant", diretta da un loquace giornalista di nome Henk Krol. In una videocassetta, Ramadan definisce l'omosessualità "una malattia, un disordine, uno squilibrio". Nel nastro Ramadan ne ha anche per le donne, "devono tenere lo sguardo fisso a terra per strada". Il partito di Wilders ha chiesto lo scioglimento della giunta municipale e la cacciata dell'islamista ginevrino, che invece si è visto raddoppiare l'ingaggio per altri due anni. Questo accadeva mentre al di là dell'oceano l'amministrazione Obama confermava il divieto d'ingresso a Ramadan nel territorio degli Stati Uniti. Fra i nastri in possesso di Krol ve ne è uno in cui Ramadan dice alle donne: "Allah ha una regola importante: se cerchi di attrarre l'attenzione attraverso l'uso del profumo, attraverso il tuo aspetto o i tuoi gesti, non sei nella direzione spirituale corretta".

"Quando venne ucciso Pim Fortuyn fu uno shock per tutti, perché un uomo venne assassinato per quello che diceva", ci dice Krol. "Non era più il mio paese quello. Sto ancora pensando di lasciare l'Olanda, ma dove potrei andare? Qui siamo stati critici di tutto, della Chiesa cattolica come di quella protestante. Ma quando abbiamo mosso critiche all'islam ci hanno risposto: State creando nuovi nemici!". Secondo Ephimenco, è la strada il segreto del successo di Wilders: "A Rotterdam ci sono tre moschee enormi, una è la più grande d'Europa. Ci sono sempre più veli islamici e un impulso islamista che viene dalle moschee. Conosco tanti che hanno lasciato il centro città e vanno nella periferia ricca e bianca. Il mio quartiere è povero e nero. È una questione di identità, nelle strade non si parla più olandese, ma arabo e turco".

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Incontriamo l'uomo che ha ereditato la rubrica di Fortuyn sul quotidiano "Elsevier", si chiama Bart Jan Spruyt, è un giovane e aitante intellettuale protestante, fondatore della Edmund Burke Society, ma soprattutto autore della "Dichiarazione di indipendenza" di Wilders, di cui è stato collaboratore dall'inizio. "Qui un immigrato non ha bisogno di lottare, studiare, lavorare, può vivere a spese dello Stato", ci dice Spruyt. "Abbiamo finito per creare una società parallela. I musulmani sono maggioranza in molti quartieri e chiedono la sharia. Non è più Olanda. Il nostro uso della libertà ha finito per ripercuotersi contro di noi, è un processo di autoislamizzazione".

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Spruyt era grande amico di Fortuyn. "Pim disse ciò che la gente sapeva da decenni. Attaccò l'establishment e i giornalisti. Ci fu un grande sollievo popolare quando scese in politica, lo chiamavano il 'cavaliere bianco'. L'ultima volta che parlai con lui, una settimana prima che fosse ucciso, mi disse di avere una missione. La sua uccisione non fu il gesto di un folle solitario. Nel febbraio 2001 Pim annunciò che avrebbe voluto cambiare il primo articolo della costituzione olandese sulla discriminazione perché a suo dire, e aveva ragione, uccide la libertà di espressione. Il giorno dopo nelle chiese olandesi, perlopiù vuote e usate per incontri pubblici, venne letto il diario di Anna Frank come monito contro Fortuyn. Pim era veramente cattolico, più di quanto noi pensiamo, nei suoi libri parlava contro l'attuale società senza padre, senza valori, vuota, nichilista".

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Chris Ripke è un'artista noto in città. Il suo studio è vicino a una moschea in Insuindestraat. Scioccato nel 2004 dall'omicidio del regista Theo Van Gogh per mano di un islamista olandese, Chris decise di dipingere un angelo sul muro del suo studio e il comandamento biblico "Gij zult niet doden", non uccidere. I vicini nella moschea trovarono il testo "offensivo" e chiamarono l'allora sindaco di Rotterdam, il liberale Ivo Opstelten. Il sindaco ordinò alla polizia di cancellare il dipinto perché "razzista". Wim Nottroth, un giornalista televisivo, si piazzò di fronte in segno di protesta. La polizia lo arrestò e il filmato venne distrutto. Ephimenco fece lo stesso nella sua finestra: "Ci misi un grande telo bianco con il comandamento biblico. Vennero i fotografi e la radio. Se non si può più scrivere 'non uccidere' in questo paese, allora vuol dire che siamo tutti in prigione. È come l'apartheid, i bianchi vivono con i bianchi e i neri con i neri. C'è un grande freddo. L'islamismo vuole cambiare la struttura del paese". Per Ephimenco parte del problema è la decristianizzazione della società. "Quando arrivai qui, negli anni Sessanta, la religione stava morendo, un fatto unico in Europa, una collettiva decristianizzazione. Poi i musulmani hanno riportato la religione al centro della vita sociale. Aiutati dall'élite anticristiana".

Usciamo per un giro fra i quartieri islamizzati. A Oude Westen si vedono soltanto arabi, donne velate da capo a piedi, negozi di alimentari etnici, ristoranti islamici e shopping center di musica araba. "Dieci anni fa non c'erano tutti questi veli", dice Ephimenco. Dietro casa sua, una verdeggiante zona borghese con case a due piani, c'è un quartiere islamizzato. Ovunque insegne musulmane. "Guarda quante bandiere turche, lì c'è una chiesa importante, ma è vuota, non ci va più nessuno". Al centro di una piazza sorge una moschea con scritte in arabo. "Era una chiesa prima". Non lontano da qui c'è il più bel monumento di Rotterdam. È una piccola statua in granito di Pim Fortuyn. Sotto la testa lucente in bronzo, la bocca che accenna l'ultimo discorso a favore della libertà di parola, c'è scritto in latino: "Loquendi libertatem custodiamus", custodiamo la libertà di parlare. Ogni giorno qualcuno depone dei fiori.

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1338480
8 commenti:
ago86 dice:
Sbaglio o un articolo del genere è già stato pubblicato in questo forum?
03/9/09 09:30
Pandora dice:
[quote] Questo accadeva mentre al di là dell'oceano l'amministrazione Obama confermava il divieto d'ingresso a Ramadan nel territorio degli Stati Uniti. Fra i nastri in possesso di Krol ve ne è uno in cui Ramadan dice alle donne: "Allah ha una regola importante: se cerchi di attrarre l'attenzione attraverso l'uso del profumo, attraverso il tuo aspetto o i tuoi gesti, non sei nella direzione spirituale corretta".
[/quote]

Tariq Ramadan è considerato un moderato, da se stesso e dagli altri, è considerato come punto di riferimento per interagire con la comunità dei moderati in europa.

Avete capito che vuol dire moderato?!!!
03/9/09 11:20
ago86 dice:
Cara Pandora, di Tariq Ramadan ce ne siamo già occupati tempo addietro, qui. Leggi pure, se vuoi farti un'idea del tizio.
03/9/09 13:18
Cutcliff dice:
Ringrazio Antonio per la segnalazione di questo straordinario articolo e, sopratutto, per le immagini che credo abbia inserito di persona (sbaglio?).

Appare così ancora più chiaro il perchè del recente risultato di Wilders! Sarebbe interesante a questo punto, di fronte ad evidenze così fastidiose, comprendere il punto di vista di chi magari si ritrova in certe realtà e la pensa diversamente, tollernado tutto quello che si vede.

Quel che mi fa rabbia è il fatto che le persone debbano proprio ritrovarsi in certe situazioni prima di comprendere cosa significa incentivare certe politiche migratorie. Lo stadio odierno olandese prevede due sole possibilità: un nemmeno troppo lento affermarsi di una maggioranza islamica a lungo termine oppure, molto più probabile, il consolidamento a breve di luoghi a netta maggioranza islamica, come il caso in oggetto. A questo punto c'è una sola possibilità, ovvero l'affermazione di partiti come quello di Wilders il quale, se veramente vuole liberarsi di questa gente, ha una sola strada: la guerra civile. Bandire l'Islam, cosa che approvo solo per chi si ritrova in una situazione come quello di alcune località olandesi (ma andava fatto prima! E' la sola strada sensata! Non far esistere il problema con questa gente è la sola via priva di dolore...)...ciò provocherà l'inevitabile ira di gente già un tantino incline a dare in escandescenza. E a quel punto sarà una vera e propria lotta interna perchè tutta questa gente è, e non dimentichiamocelo mai, olandese a tutti gli effetti, magari da più generazioni. Non li puoi più cacciare adesso, li puoi solo provocare...non nel senso che si debba portare avanti deliberatamente una politica della provocazione all'Islam, ma per pretenderne l'adeguamento al punto di vista occidentale su suolo occidentale, la sola strada è l'imposizione di qualcosa che non accetteranno mai.

Quel che mi fa rabbia, appunto, è che in paesi come il nostro dove questo stadio è solamente agli albori, non ci siano segni concreti che facciano pensare come certe realtà siano per gli altri un campanello di allarme: la gente deve ritrovarsi immerso in realtà come Rotterdam prima di dire "un attimo, tutto questo non mi sta più tanto bene".

La Democrazia funziona solamente se tutti coloro che vi partecipano accettano i suoi valori: nessuno si sognerebbe di dire, tranne i neofascisti, che il reato di apologia al fascismo sia sbagliato. Non è questo un atto autoritario e discriminatorio della democrazia? Ovviamente per questa "autoritaria imposizione" della democrazia, i suoi valori non decadono. Forse c'è un fondo di contraddizione in questo però, ripeto, nessuno avrebbe niente in contrario nel vietare un movimento che ha come scopo principale l'imposizione del proprio pensiero a tutti. Ovviamente, così facendo, la Democrazia impone il proprio punto di vista al neo fascismo...ma lo fa sulla base dell'esperienza: perchè il fascismo ha prodotto delle nefandezze che la democrazia tende ad evitarsi.

Quindi perchè non vietare sempre sulla base dell'esperienza l'ingresso di professa un fascismo ancora peggiore, ovvero quello di un credo altamente intollerante come l'islam? C'è mezzo a mondo a dimostrazione concreta di cosa l'islam produce, della sua mancanza di reciprocità, di quel che scatena in luoghi occidentali concentrandosi in percentuali rilevanti.

L'occidente, la democrazia è impazzita. Verrebbe da dire, provocatoriamente e sottolineo che il mio pensiero è totalmente al di là del fascismo, che con l'affermarsi dell'ideologia fascista avremmo sicuramente dovuto subire tutta una serie di limitazioni personali, sia pratiche che ideologiche, ma allo stesso tempo non avremmo nemmeno mai avuto realtà come quelle di Rotterdam.
Ovviamente, non si auspica il fascismo dopo queste constatazioni (purtroppo qualcuno lo fa, non accorgendosi che così facendo non fa altro che alimentare il buonismo....): si capisce solo che negli ultimi tempi l'Europeo è votato all'autodistruzione...prima con il diffondersi (ovviamente, non sempre in modo volontario) del nazismo/fascismo, oggi con la bonaria tollernanza di qualcosa di molto simile al nazismo, ovvero l'islam.

Sembra proprio che agli europei piaccia autoinfliggersi dolore. Perchè o spariranno (spariremo) nel corso di qualche tempo, oppure dovremmo ricordarci che nemmeno le peggiori atrocità hanno impedito il diffondersi del cristianesimo (cioè un monoteismo) all'interno di una maggioranza iniziale che non lo voleva (magari tra 2000 anni ci ritroaviamo nella stessa situazione, tutti felicemente islamici a ricordare i tempi dei primi martiri :-) )!

La terza via è l'assorbimento/eliminazione dell'islam: realtà come Rotterdam o Malmoe in Svezia ci dicono concretamente che non sarà così.
06/9/09 07:51
Antonio dice:
Cutcliff ha scritto:Ringrazio Antonio per la segnalazione di questo straordinario articolo e, sopratutto, per le immagini che credo abbia inserito di persona (sbaglio?).


Prego! Hai ragione, le immagini le ho inserite io: sono tutti edifici che si trovano a Rotterdam.

Grazie anche a te per la tua lucida analisi.
06/9/09 13:58
Cutcliff dice:
In questo momento il corriere della sera ci stupisce con un articolo su Wilders in prima pagina!!! Direte: cos'è un'inchiesta su Rotterdam? Si parla di Fitna? Un'intervista sul momento politico olandese? NO!!! Si parla delle origini mericce di Wilders!
http://www.corriere.it/esteri/09_settem ... aabc.shtml

Qualcuno ha deciso che dobbiamo beccarci orde di islamici. Probabilmente è qualcuno che odia profondamente l'Europa e vuole distruggerla. Ormai sono sempre più convinto di questo fatto. Per fortuna, anche se tardi, la gente comincia a svegliarsi come in Olanda. Qui da noi ci vorranno altre due generazioni di islamici!

Ad ogni modo, è possibile commentare l'articolo: non perdete l'occasione perchè 1500 parole sul corriere vengono viste da tante persone.
07/9/09 08:26
Antonio dice:
Cutcliff ha scritto:In questo momento il corriere della sera ci stupisce con un articolo su Wilders in prima pagina!!! Direte: cos'è un'inchiesta su Rotterdam? Si parla di Fitna? Un'intervista sul momento politico olandese? NO!!! Si parla delle origini mericce di Wilders!
http://www.corriere.it/esteri/09_settem ... aabc.shtml

Qualcuno ha deciso che dobbiamo beccarci orde di islamici. Probabilmente è qualcuno che odia profondamente l'Europa e vuole distruggerla. Ormai sono sempre più convinto di questo fatto. Per fortuna, anche se tardi, la gente comincia a svegliarsi come in Olanda. Qui da noi ci vorranno altre due generazioni di islamici!

Ad ogni modo, è possibile commentare l'articolo: non perdete l'occasione perchè 1500 parole sul corriere vengono viste da tante persone.


Una campagna molto subdola. Con la tua ironia hai marcato perfettamente il problema. Come se una persona con origini arabe non potesse denunciare il problema che rappresenta l'immigrazione islamica e l'Islam di per sé. Per di più al giornalista chi gliel'ha detto che gli avi di Wilder fossero islamici? http://www.grac.it/bayt/index.php?optio ... 54&lang=it

L'universo arabo non può essere ridotto ad una sola fede, oggi come nel medioevo. A questo proposito i dati demografici sono importanti: gli arabi cristiani e i cristiani arabizzati in seguito alla conquista musulmana costituivano ancora circa la metà della popolazione dei paesi islamici intorno all'anno mille.
07/9/09 12:56
Antonio dice:
http://www.loccidentale.it/articolo/eur ... te.0077559

Eurabian Safari: viaggio nello scontro di civiltà interno al vecchio continente Mondo

di Thomas Landen - 5 Settembre 2009

A Bruxelles fa caldo. Il Ramadan è cominciato, e ai fedeli nel sobborgo a maggioranza musulmana di Molenbeek non è consentito mangiare o bere dal sorgere del sole al tramonto. Neanche i poliziotti non musulmani che pattugliano le strade di Molenbeek nelle loro automobili roventi possono mangiare o bere. Come ogni anno durante il Ramadan, il loro superiore Philippe Moureaux, sindaco socialista di Molenbeek, ha ordinato di rispettare la sensibilità islamica e di non "provocare" i musulmani violando in pubblico le limitazioni imposte dal Ramadan. Di fatto, nelle aree musulmane di Bruxelles la legge islamica, la Sharia, è già applicata. E per tutti.

A poco più di tre chilometri da Molenbeek c'è il distretto europeo di Bruxelles. Uno dei grandi edifici di vetro e cemento che vi si trova è il Parlamento Europeo, dove si riuniscono i rappresentanti eletti di 27 Stati membri dell'Unione europea. I 736 membri del Parlamento Europeo sono appena rientrati dalla pausa estiva e la maggioranza di essi non ha idea di come vadano le cose a Molenbeek. La maggior parte di loro non si reca mai in quella parte della città perché Molenbeek è ritenuto un posto poco sicuro per chi non è musulmano. Nondimeno, è un vero peccato che i politici europei non siano consapevoli della vita che si svolge quotidianamente appena dietro l'angolo. Ciò significa che la maggior parte dei 736 membri del Parlamento Europeo che compongono la seconda più grande assemblea democraticamente eletta del mondo dopo l'India non ha la benché minima idea di come si viva in uno dei quartieri in costante crescita delle aree urbane europee. Un'escursione a piedi per le strade di Molenbeek dovrebbe essere resa obbligatoria per ogni membro del Parlamento Europeo.

Alcuni amici a Bruxelles organizzano visite di un'ora a Molenbeek. Ci si muove su un'auto non appariscente guidata da un autista del posto che conosce le vie di fuga e con un bodyguard a bordo. Il rischio, altrimenti, sarebbe troppo alto. Queste visite sono chiamate "safari" e gite simili – definite "Eurabia Safaris" – vengono organizzate anche in altre città europee. Uno dei momenti clou – benché non il più pericoloso in assoluto – del safari a Rosengaard, il quartiere musulmano della città svedese di Malmö, è una breve tappa che consente al visitatore di scattare una veloce istantanea di fronte alla "Jihadskörkortsteori", letteralmente la "Scuola Guida Jihad".

Le zone soggette alla Sharia si stanno espandendo con rapidità in tutta l'Europa occidentale. Benché attualmente limitate a quelle che i francesi chiamano "ZUS" (zones urbaines sensibles, "zone urbane sensibili"), queste aree stanno crescendo a grande velocità. Già oggi, otto milioni dei sessanta milioni di abitanti della Francia vivono in una delle 751 "zone urbane sensibili" del paese.

Il mese del Ramadan è per tradizione il periodo più pericoloso dell'anno nelle "aree sensibili" d'Europa. Dopo il tramonto, il divieto imposto dal Ramadan al bere, al mangiare e alle attività sessuali decade sino al successivo sorgere del sole. Per i musulmani il Ramadan è un periodo di feste notturne. I giovani islamici sono estremamente irritabili, e feste del genere finiscono con grande facilità per degenerare in spasmi notturni fatti di caos, vandalismo e violenza. I disordini generati in Europa dal Ramadan spesso vanno avanti per giorni o settimane in cui centinaia di automobili, negozi ed edifici pubblici vengono dati alle fiamme.

In paesi islamici come l'Indonesia durante il Ramadan la polizia intensifica i pattugliamenti al fine di adottare "la mano pesante" nei confronti delle illegalità notturne. In Europa, invece, alla polizia è stato dato l'ordine di adottare un profilo estremamente basso per non "provocare" la popolazione musulmana. In paesi come la Gran Bretagna ai poliziotti è stato imposto di frequentare corsi di "conoscenza del Ramadan" ed è stato ordinato loro, "per ragioni di sensibilità religiosa", di evitare di dar corso ai mandati d'arresto per le persone di fede islamica durante il mese del Ramadan. L'Europa, durante il Ramadan, è una polveriera.

I disordini avvenuti durante il Ramadan di cui si è più parlato – e che sono stati coperti anche dalla stampa statunitense – hanno avuto luogo in Francia nel 2005. Da quei fatti in poi, le autorità francesi hanno chiesto ai media di non riferire più delle ondate di irrequietezza nelle zones urbaines sensibles; una richiesta che i media sembrano aver raccolto. Durante i disordini del 2005 un gran numero di sociologi aveva suggerito che la poligamia fosse una delle ragioni delle diffuse violenze nelle comunità musulmane tra giovani che soffrivano l'assenza di una figura paterna. Una teoria che sembra aver impressionato i leader politici francesi. Gérard Larcher, l'allora ministro del Lavoro e attualmente presidente del Senato, aveva spiegato al Financial Times del 15 novembre 2005 che i matrimoni multipli tra gli immigrati conducono a comportamenti antisociali come a certe attività criminose. Bernard Accoyer, un parlamentare di spicco dell'UMP al governo (Union pour un mouvement populaire, Unione per un movimento popolare) e ora presidente dell'Assemblea Nazionale di Francia (il Congresso francese), ha affermato che la prole generata da ampie famiglie poligame ha problemi a integrarsi nella società tradizionale.

Come comunque ai tempi aveva avvertito il Financial Times, "le osservazioni di Mr. Larcher potrebbero ulteriormente infiammare il dibattito ed è probabile che suscitino indignazione sia tra i musulmani che tra i gruppi antirazzisti". Apparentemente il governo francese era della medesima opinione e non diede seguito alle parole di Larcher e di Accoyer con un serio giro di vite sulla poligamia. Secondo la legge francese avere più di una mogli non è legale, ma secondo la Sharia islamica lo è. Si ritiene che trentamila musulmani francesi abbiano più d'una moglie, e che oltre duecentocinquantamila persone vivano in famiglie poligame.

La tolleranza nei confronti dei matrimoni poligami in osservanza alla Sharia non è limitata esclusivamente alla Francia. In Norvegia il Centro di cultura islamica norvegese (ICCN, Islamic Cultural Center Norway), un'organizzazione di emigrati sovvenzionata dallo Stato Norvegese, suggerisce ai musulmani di prendere più d'una moglie in quanto la poligamia "è vantaggiosa e dovrebbe essere praticata ove le condizioni consentano tale usanza". In Gran Bretagna la legge adotta un approccio ugualmente liberale nei confronti della poligamia per gli uomini di fede musulmana consentendo agevolazioni fiscali per le seconde, terze e quarte mogli. Lo scorso febbraio la baronessa Sayeeda Warsi, pari del Regno di origini musulmane e membro del partito Conservatore, ha evidenziato come il crescente numero di musulmani con oltre quattro mogli in Gran Bretagna stia diventando una minaccia per la coesione della comunità. Nei Paesi Bassi le autorità registrano ufficialmente i matrimoni poligami dei cittadini non olandesi provenienti dal Marocco, dall'Egitto, dal Pakistan e da altri paesi islamici. Le autorità municipali di Amsterdam hanno addirittura ammesso di aver registrato cittadini olandesi (di origine islamica) con più di una moglie. Anche il Belgio riconosce i matrimoni poligami islamici. Soltanto il mese scorso, il dipartimento per il welfare della città di Anversa ha annunciato che 45 degli uomini che ricevono assegni sociali ha due o più mogli.

Incassando i benefit dello Stato per varie mogli, gli immigrati dediti alla poligamia abusano di fatto del sistema di previdenza sociale. In Francia il permesso di residenza è dato alle famiglie poligame soltanto se le due mogli non vivono allo stesso indirizzo, il che però significa che queste famiglie rivendicano il diritto a un doppio sussidio per la casa, a doppi assegni familiari e ad altri benefit sociali.

Il riconoscimento dei matrimoni poligami per i musulmani in nazioni dove la poligamia era (ed è) illegale per i non islamici mette in evidenza come, in questi paesi, la Sharia sia ormai cosa già accettata. In maniera implicita si è accettato un sistema di "apartheid legale" che prevede sistemi legali diversi per i musulmani e per i non musulmani. La decisione di evitare l'arresto di musulmani durante il Ramadan "per ragioni di sensibilità religiosa" – trattando così in maniera differente islamici e non islamici – non fa che confermare l'esistenza di un doppio sistema legale. Ed è difficile capire come un doppio sistema legale di tal fatta possa continuare a sussistere sullo stesso territorio. È molto probabile che alla fine uno dei due sistemi prevarrà sull'altro. La decisione del sindaco di Molenbeek sul fatto che i funzionari di polizia non musulmani debbano rispettare le limitazioni imposte del Ramadan evidenzia quale sarà il prossimo passo se le autorità europee mancheranno d'imporre le vigenti leggi dello Stato agli immigrati islamici. Vale a dire l'imposizione della legge della Sharia a chiunque, ai non musulmani come ai musulmani. E tutto ciò, mentre gli islamici d'Europa festeggiano il proprio Ramadan, è qualcosa su cui varrebbe la pena che gli europei non musulmani meditassero con attenzione.
08/9/09 06:35

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