L’Islam e il Corano denunciati dagli ex-Musulmani come le radici dell’odio, della violenza e del terrorismo Islamico
“Combattere la militanza Islamica militarmente, e la sua ideologia ideologicamente. Sono questi i due fronti della lotta contro la barbarie.”
inviato da Herbrand il 16/9/09 08:55

Marocchina uccisa dal padre perche' "non abbastanza musulmana"

Dal Corriere della Sera di questa mattina:

IMPUTAVA ALLA RAGAZZA UNO STILE DI VITA NON MUSULMANO
Marocchina uccisa dal padre
Prime parziali ammissioni

El Ketawi Dafani ha confermato la sua presenza sul luogo del delitto. Contraddizioni nel suo racconto

MONTEREALE VALCELLINA (Pordenone) - Prime parziali ammissioni da parte di El Ketawi Dafani, fermato martedì sera dai carabinieri con l'accusa di aver ucciso a coltellate in un boschetto di Monte­reale Valcellina la figlia diciottenne Sanaa perché non condivideva la relazione che aveva con l'italiano Massimo De Biasio, cristiano e di tredici anni più vecchio.

AMMISSIONI - Il marocchino è stato interrogato per tutta la notte e - da quanto si è appreso - dopo un primo silenzio assoluto, all'alba ha cominciato a rispondere alle domande. Dalle sue risposte i carabinieri hanno ricavato la conferma della sua presenza sul luogo del delitto e alcune contraddizioni che potrebbro avvalorare lo scenario ricostruito sulla base di testimonianze di persone che conoscevano e frequentavano la coppia di giovani. La loro relazione era osteggiata dal padre della ragazza per la differenza di etą, ma soprattutto per la diversa religione dell'italiano. I rapporti fra la coppia e il presunto assassino, gią molto tesi - secondo tali testimonianze - erano peggiorati dopo la decisione della ragazza di andare a vivere con il giovane, una scelta che per suo padre era in contrasto con lo stile di vita musulmano. Secondo una prima ricostruzione del delitto, El Ketawi Dafani ha atteso la coppia a Grizzo di Montereale Valcellina mentre in auto andavano al ristorante dove la ragazza lavorava e di cui il giovane è socio; ha bloccato la loro auto e ha ammazzato la figlia e ferito il fidanzato che tentava di difenderla.
19 commenti:
Herbrand dice:
Ma naturalmente, le anime belle si affreterranno a dire che tutto cio' "non ha nulla a che vedere con l'Islam".

Se non fosse che un manuale di legge Islamica certificata da Al-Azhar come guida affidabile per l'ortodossia Sunnita afferma che "la rappresaglia e' obbligatoria verso chiunque uccide un'essere umano intenzionalmente e senza diritto". Pero', "non e' soggetto a rappresaglia un padre o una madre (o i loro padri o madri) per avvere ucciso i propri figli, o i figli dei prori figli." ('Umdat al-Salik o1.1-2).

In altre parole, chi uccide i prori figli non subisce alcuna pena secondo la legge Islamica. Coerentemente con questo, il Parlamento della Giordania nel 2003 ha affossato adducendo motivazioni Islamiche una proposta di legge mirata ad aumentare la pena per i delitti d'onore. Al-Jazeera ha riportato che "gli Islamisti e i conservatori hanno detto che la legge viola le tradizioni religiose e avrebbe distrutto la famiglia e i valori".

Anche relativa a questa pratica e' questo hadith:

Sahih Muslim Libro 19, Numero 4457

"Il Messaggero di Allah (che la pace sia su di lui) era solito non uccidere i bambini, cosi' non dovresti farlo a tua volta a meno che tu non sapessi quelo che Khadir sapeva riguardo al bambino che ha ucciso, o tu possa distinguere tra un bambino che cresca come credente (ed uno che crescera' come non-credente), cosi' che tu abbia ucciso il (futuro) infedele e risparmiato il (futuro) fedele."
16/9/09 09:04
Labieno dice:
Mi permetto di riprendere le annotazioni che hai fatto, in modo da poterle diffondere.

Ovviamente nessuno si ferma a considerare come sia possibile, oltre che una persona possa arrivare ad uccidere la propria progenie per simili motivazioni, il fatto che un simile delitto sia stato compiuto senza che l'autore si preoccupasse della giusta punizione.
Oltre a credersi nel giusto, probabilmente pensava di non dover temere troppe conseguenze, come se comportarsi secondo le norme omicide dell'Islam fosse per lui un prassi acquisita anche qui in Italia. E per certi versi aveva le sue buone motivazioni per pensarlo.
16/9/09 11:02
Herbrand dice:
Sei il benvenuto, Labieno.

Molti continuano a pensare che i delitti d'onore Islamici siano paragonabili a quelli che avvenivano anche da noi in situazioni di pseudo-tribalita' - ma non sono a conoscenza del fatto che l'Islam fornisce un pretesto, una giustificazione per essa su basi religiose - anch'esse legate al supremazismo Islamico, che in questo caso afferma che la vita abbia valore diverso in funzione dell'appartenenza religiosa della persona.

Ricordatevi anche di questo la prossima volta che qualcuno parla di "liberta' religiosa" nell'Islam.
16/9/09 11:11
Antonio dice:
http://www.ilfoglio.it/soloqui/3350

16 settembre 2009
La conversione di Rifqa agita l'America

"Voi non capite, l'islam è molto diverso da come pensate. Loro [u]devono uccidermi. Se amano Dio più di me, devono fare questo. E io sto combattendo per salvarmi la vita, voi non capite. Non capite". Cosa ti ha detto tuo padre? "Ha detto che mi avrebbe uccisa. O che mi avrebbe fatta tornare in Sri Lanka dove mi avrebbero messa in un manicomio...". La supplica di Rifqa Bary sta facendo il giro dell'America. I commentatori repubblicani lo hanno definito "un crimine d'onore che si svolge in slow motion sotto i nostri occhi".[/u]

Rifqa Bary, ragazza di 17 anni nativa dell'Ohio, è scappata di casa verso la Florida perché minacciata dalla sua famiglia di religione islamica a causa della conversione al cristianesimo. Rifqa tramite un gruppo di preghiera su Facebook aveva contattato il reverendo Blake Lorenz, il pastore di Orlando della Global Revolution Church. Dalla famiglia di predicatori è poi passata all'affidamento ai servizi sociali. Il giudice deve decidere se Rifqa corre dei pericoli in un eventuale ritorno a casa. Le autoritą della Florida si sono ritrovate con un caso molto difficile fra le mani, un conflitto fra il diritto di famiglia e quello di una ragazza che rischia la sua incolumitą per quello che ha fatto. Il peccato di apostasia, il più grave nell'islam.

Il mondo conservatore si è schierato per la custodia a terzi di Rifqa, che dice: "Se fossi rimasta in Ohio, non sarei viva. Se faccio ritorno lì, sarò morta in una settimana. In 150 generazioni della mia famiglia nessuno aveva conosciuto Gesù. Sono la prima. Immaginate l'onore nell'uccidermi". I gruppi cristiani si sono intanto mobilitati per "salvare" la ragazza da un eventuale ritorno in Ohio, ne hanno fatto una bandiera della libertą religiosa, e i politici locali chiedono che le autoritą guardino prima di tutto alla libertą di culto di Rifqa. Nei giorni scorsi ci sono state manifestazioni di fronte al tribunale. L'avvocato di Bary, John Stemberger, è presidente del Florida Family Policy Council, associato al movimento pro life e cristiano Focus on the Family di James Dobson.

Rifqa ha origini nello Sri Lanka, dove domina la giurisprudenza della scuola islamica Shaf'i. Un manuale di questa corrente recita che "quando una persona ha raggiunto la povertą e volontariamente fa apostasia dall'islam, merita di essere uccisa". Al cristianesimo Rifqa si è avvicinata a Columbus, nell'Ohio, frequentando una chiesa metodista e partecipando ai picchetti pro life davanti alle cliniche abortiste. Il governatore della Florida Charlie Crist ha gią ricevuto oltre diecimila e-mail su Rifqa.
Il Wall Street Journal scrive che "il timore di un delitto d'onore non è irrazionale". Neppure negli Stati Uniti. In Texas un anno fa un padre egiziano ha ucciso le due figlie, Amina e Sarah, perché frequentavano non musulmani. Le Nazioni Unite stimano che cinquemila donne in tutto il mondo vengano assassinate annualmente in questi delitti d'onore. Il caso di Rifqa è complicato dal fatto che le minacce di morte ricevute, che il sistema legale non riconosce come intimamente legate alla religione islamica, non possono essere provate e sono essenzialmente parola dell'uno contro parola dell'altro.

Proprio Amina e Sarah sono indicate da Rifqa come un esempio di quel che le accadrebbe se tornasse nell'Ohio. "Ci sono centinaia di casi come il mio. Amina e Sarah sono state uccise dal padre. Queste non sono minaccie. Questa è la realtą. Questa è la veritą. Quanti altri casi volete che accadano? C'è un caso dopo l'altro. Io sono una tra centinaia. Devono farlo. Voi semplicemente non capite. Devono farlo. Non so cos'altro dire, ma loro lo devono fare. Se volete prove, ci sono centinaia di casi che possono confermare la mia storia".

è 2009 - FOGLIO QUOTIDIANO

di Giulio Meotti
16/9/09 12:17
Antonio dice:
Herbrand ha scritto:Ma naturalmente, le anime belle si affreterranno a dire che tutto cio' "non ha nulla a che vedere con l'Islam".

Se non fosse che un manuale di legge Islamica certificata da Al-Azhar come guida affidabile per l'ortodossia Sunnita afferma che "la rappresaglia e' obbligatoria verso chiunque uccide un'essere umano intenzionalmente e senza diritto". Pero', "non e' soggetto a rappresaglia un padre o una madre (o i loro padri o madri) per avvere ucciso i propri figli, o i figli dei prori figli." ('Umdat al-Salik o1.1-2).

In altre parole, chi uccide i prori figli non subisce alcuna pena secondo la legge Islamica. Coerentemente con questo, il Parlamento della Giordania nel 2003 ha affossato adducendo motivazioni Islamiche una proposta di legge mirata ad aumentare la pena per i delitti d'onore. Al-Jazeera ha riportato che "gli Islamisti e i conservatori hanno detto che la legge viola le tradizioni religiose e avrebbe distrutto la famiglia e i valori".

Anche relativa a questa pratica e' questo hadith:

Sahih Muslim Libro 19, Numero 4457

"Il Messaggero di Allah (che la pace sia su di lui) era solito non uccidere i bambini, cosi' non dovresti farlo a tua volta a meno che tu non sapessi quelo che Khadir sapeva riguardo al bambino che ha ucciso, o tu possa distinguere tra un bambino che cresca come credente (ed uno che crescera' come non-credente), cosi' che tu abbia ucciso il (futuro) infedele e risparmiato il (futuro) fedele."


Ottimo lavoro.
16/9/09 12:38
Herbrand dice:
Molto interessante l'articolo de Il Foglio - si direbbe quasi che qualcuno che lavora li' legge FaithFreedom. In ogni caso, sono lieto che questa storia sia diventata mainstream.
16/9/09 12:41
ago86 dice:
Un genitore che uccide il proprio figlio fa capire che l'amore, quella forza che tanto piace a chi difende l'islam, non ha alcun valore nel Corano. Inoltre quel tizio non ha alcun rispetto per la legge italiana, o peggio non gli importa di quello che potrą succedere, perché pensa di essere nel giusto, e quando uscirą dal carcere potrebbe benissimo rifarlo se avesse altri figli nella stessa situazione.
16/9/09 15:33
Antonio dice:
Antonio ha scritto:http://www.ilfoglio.it/soloqui/3350

16 settembre 2009
La conversione di Rifqa agita l'America

"Voi non capite, l'islam è molto diverso da come pensate. Loro [u]devono uccidermi. Se amano Dio più di me, devono fare questo. E io sto combattendo per salvarmi la vita, voi non capite. Non capite". Cosa ti ha detto tuo padre? "Ha detto che mi avrebbe uccisa. O che mi avrebbe fatta tornare in Sri Lanka dove mi avrebbero messa in un manicomio...". La supplica di Rifqa Bary sta facendo il giro dell'America. I commentatori repubblicani lo hanno definito "un crimine d'onore che si svolge in slow motion sotto i nostri occhi".[/u]

[...]

Proprio Amina e Sarah sono indicate da Rifqa come un esempio di quel che le accadrebbe se tornasse nell'Ohio. "Ci sono centinaia di casi come il mio. Amina e Sarah sono state uccise dal padre. Queste non sono minaccie. Questa è la realtą. Questa è la veritą. Quanti altri casi volete che accadano? C'è un caso dopo l'altro. Io sono una tra centinaia. Devono farlo. Voi semplicemente non capite. Devono farlo. Non so cos'altro dire, ma loro lo devono fare. Se volete prove, ci sono centinaia di casi che possono confermare la mia storia".

è 2009 - FOGLIO QUOTIDIANO

di Giulio Meotti


Le parole di questa ragazza perseguitata dai familiari riassumono perfettamente il "pericolo islam": debbono farlo. Oggi come da sempre, come per sempre (il Corano non si cambia).


"Non vi stupite se i Saraceni odiano i Cristiani: è perchè la legge maledetta che gli ha dato il loro profeta Maometto gli ordina di fare tutto il male che possono alle genti che non seguono la loro fede, e di prendere tutto quello che possono prendere: per loro non e' peccato"


Marco Polo (Korčula, 15 settembre 1254 – Venezia, 29 gennaio 1324). Mercante, ambasciatore ed esploratore italiano, nato nell'allora Repubblica di Venezia, assieme al padre Nicolò e allo zio Matteo, fu tra i primi occidentali ad arrivare fino in Cina (da lui chiamata Chatai ) percorrendo la via della seta. Il Milione.
16/9/09 18:41
Herbrand dice:
Dall'aggiornamento di oggi del Corriere su questa triste vicenda:

---

"La Diocesi e l'imam Mohamed Ovatq han­no lanciato un appello comu­ne contro «qualsiasi strumen­talizzazione o guerra di reli­gione », nella speranza che «non venga colpevolizzato l'Islam». In subbuglio anche la politica. Il ministro Carfa­gna ha annunciato che il suo dicastero «si costituirą parte civile». E così faranno anche la Regione Friuli e il comitato delle Donne Marocchine in Italia."


Ma dico, siamo impazziti? La curia locale ora si rende complice di coprire i crimini dell'Islam, cercando di sviare l'evidente, lampante motivazione religiosa di questo delitto d'onore? Questo crimine efferato e' chiaramente colpa dell'Islam, perche' la sua dottrina e la sua tradizione tollerano l'uccisione dei figli da parte di genitori o nonni ed esaltano l'uccisione degli apostati - e Sanaa poteva tranquillamente essere considerata tale sotto molti punti di vista.

Qualcuno di voi sa se sia possibile scrivere alla diocesi di Pordenone? Se lo fa qualche Cristiano del forum avrebbe sicuramente maggiore effetto.
17/9/09 08:58
Labieno dice:
credo sia possibile contattarli tramite il relativo sito: http://www.diocesi.concordia-pordenone.it/

Io una mail gliela sto scrivendo ora.
17/9/09 10:22
Ciao a tutti! è un piacere ritrovarvi, il mio ex account penso sia stato sospeso per inattivitą.
Un saluto al grande Herbrand che con tenacia tiene in vita questo sito , ad Antonio che fornisce sempre info ed infine a tutti colore che regolarmente lasciano commenti su questo sito.
Allora, innanzitutto provo tristezza verso una 18enne massacrata come un animale da chi dovrebbe proteggerla, e provo tristezza verso la nostra societą che si dimostra incapace di difendere un cittadino, ed alla fine ho la sensazione che la vittoria anche in questo caso, è andata alla marmaglia islamica.
Penso , che, sebbene sia bello tenere traccia e difendere la nostra cultura qui , con le parole, alla fine sia però inutile se nei fatti e nella vita quotidiana vincono sempre loro.
Chiese trasformate in moschee, cibi halal, spiagge islamiche, donne velate o massacrate,demografia islamica in crescita, sceicchi che comprano grandi societą, arabizzazione strisciante: abbiamo gią perso. Siamo come la Spagna romanizzata appena invasa dai mussulmani. Il 95% degli europei è incapace di frenare l'islamizzazione, in un modo o nell'altro i nostri governanti fanno entrare a porte spalancate questa gente che non ha perso in 1400 anni quel culto puerile che è l'Islam, dove i s uoi adepti hanno adottato la mentalitą di Maometto e ora coltivano dei "virus" mentali molto pericolosi.
Il desiderio di possedere, quel desiderio morboso e malato dove un capofamiglia deve possere moglie figlie e figli, dove lui possa sentirsi un piccolo mohammed incapace di godersi la bellezza dle mondo così com'è se non lo stupra e lo violenta cercando di distruggere ciò che non può avere.
E così un altra ragazza uccisa per motivi futili, e pensare che in natura non esiste animale che uccida i propri figli perchè non possono possederli: insomma gli islamici sono peggio degli animali.
Alla fine, la cosa comica è che quel miliardo e 300 milioni di islamici arretrati in tutto(scienza, tecnologia, giurisprudenza, ) ridotti ad adolescenti psicopatici che devono bruciare auto, stuprare ragazze infedeli , sfregiarsi con i coltelli o i cocci di bottiglia nelle risse oppure diventare terroristi con la benedizione delle loro distorte famiglie, proprio questi novelli barbari potranno distruggere l'impero globale formato dall'occidente, dall'africa, dall'india, dalla cina o giappone, dalla russia, perchè sono solo + determinati di noi.

Noi non ci vogliamo difendere. non lo vogliono i nostri governanti che importano islamici e la "cultura islamica" in occidente per cosa? per quel petrolio del cavolo che potrebbero prendersi con una guerra(tanto le guerre per il petrolio continuano a farle, vedi Iraq) oppure potrebbero sostituire con qualcos'altro(nel 2009 penso che esistano varie tecnologie per sostituire il petrolio, e anche più pulite) perchè mi risulta difficile da comprendere come si possa tirare dentro casa il nemico che non dą nulla e cerca solo di depredare.

Ce ne sono di "schiavi" da importare non islamici. eppure, il 30% di tutti i flussi migratori è islamico e continuano a farli venire.

C'è poco da fare. Se mettiamo il nemico in casa, come possiamo difenderci? almeno, possiamo aiutare quella "larga" fetta di islamici solo per nome, che potrebbero venire allo scoperto se buttassimo dentro le carceri in tempo i padri che sgozzano le figlie, gli imam che predicano contro l'apostasia, etc etc.
Invece lasciamo che l'islam si innesti costruendo moschea su moschea, producendo imam su imam, e lodiamo , come ho visto fare dal vivo, la famigliola islamica con mamma velata e bambina/o futuri creatori di "prodi" invasori mussulmani.

Penso sia meglio preparasi all'idea che in un non troppo lontano futuro ci sarą una riedizione della conquista mussulmana e reconquista cristiana della Spagna , questa volta su scala Eurabica.
Casomai dovessimo riuscire ad espellerli (magari prima che ci infettino con i loro usi come capitato per andalusi e siciliani) dovremmo domandsarci se nel nordafrica , arabia e turchia debba esser lasciaot in vita questa malattia
17/9/09 11:46
Antonio dice:
Costantino_IX ha scritto:Ciao a tutti! è un piacere ritrovarvi, il mio ex account penso sia stato sospeso per inattivitą.
Un saluto [...] ad Antonio che fornisce sempre info [...]

Penso sia meglio preparasi all'idea che in un non troppo lontano futuro ci sarą una riedizione della conquista mussulmana e reconquista cristiana della Spagna , questa volta su scala Eurabica.
Casomai dovessimo riuscire ad espellerli (magari prima che ci infettino con i loro usi come capitato per andalusi e siciliani) dovremmo domandsarci se nel nordafrica , arabia e turchia debba esser lasciaot in vita questa malattia



Grazie!

ma a proposito....

Per la prima volta l'Aid el Kébir sarą festa ufficiale in una cittą spagnola

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Per la prima volta dalla riconquista, cioè dall'espulsione dei musulmani dalla Spagna nel 1492, una cittą spagnola includerą nel suo calendario ufficiale una festa religiosa islamica. Le quattro principali associazioni musulmane di Melilla, sulla costa del nord africana, ed il municipio di questa cittą si sono messi d'accordo venerdì perché la principale festa musulmana (Aid el Kébir o Festa del sacrificio) sia feriale a partire dal 2010. Hanno anche scelto una data: il 17 novembre.

"ƈ una decisione che non ha precedenti nell'Unione europea e nel mondo se si escludono, naturalmente, gli stati
musulmaniā€ž, dichiara soddisfatto Abderrahman Benyahia, portavoce della Commissione islamica di Melilla. "ƈ un passo storico di cui ci rallegriamoā€ž, aggiunge Miguel MarĆ­n, consigliere comunale alle amministrazioni pubbliche. La cittą è governata dal partito popolare (centro-destra) e nell'opposizione si trovano gomito a gomito la coalizione per Melilla, una formazione musulmana di sinistra, e i Socialisti.
MarĆ­n si è riunito con i rappresentanti di quattro organizzazioni musulmane che fanno parte della Commissione islamica: Al Badr, l'associazione musulmana di Melilla, il Consiglio religioso musulmano e l'Associazione della Comunitą musulmana. Tutti i partecipanti alla riunione, prima, avevano consultato molti calendari lunari, ad iniziare con quello della NASA americano, per cercare di stabilire la data dell'aid el Kébir nel 2010.

Immagine

"Ci siamo messi d'accordo che la data più probabile sarebbe il 17[/b] novembreā€ž segnala Benyahia. "ƈ vero che corriamo un rischio, ma è quasi certo che la data scelta coinciderą con uno dei tre giorni durante i quali si celebra l'aid el Kébirā€ž, una festa che si prolunga per 72 ore. "L'agnello puó essere sacrificato in qualunque di questi tre giorniā€ž, ricorda.
La data accordata, che appare su un processo verbale della riunione sottoscritto da tutti gli assistenti, sarą ratificata il 21 settembre dalla commissione delle amministrazioni pubbliche di Melilla e, quattro giorni dopo, dal consiglio comunale della cittą. Quest'ultimo dovrą inviare il calendario dei festeggiamenti ufficiali locali per il 2010, al ministero del lavoro a Madrid, prima del 30 settembre prossimo.
"La decisione presa oggi suppone il riconoscimento dalla cittą di una frangia importante della popolazioneā€ž, spiega Marin. "La maggioranza della popolazione che risiede di fatto a Melilla -la cittą conta oggi ufficialmente 75.245 abitanti è musulmanaā€ž, sostiene Benyahia. "L'accordo ottenuto è un passo significativo verso un più grande rispetto della nostra Comunitąā€ž. Fino ad oggi c'erano a Melilla nove feste religiose cattoliche, ma nessuna musulmana, secondo il consulente comunale Dunia Al Mansouri.

http://www.elpais.com/articulo/espana/P ... nac_23/Tes

E' vero che Melilla si trova nel nord'Africa, però è pur sempre dentro i confini dello Stato spagnolo. Parte di un successo ottenuto da valorosi RI-conquistatori.

Immagine Immagine: la regina Isabelle indica ai musulmani il cammino del ritorno a casa loro. :roll:
17/9/09 12:40
Herbrand dice:
Parla il fidanzato di Sanaa (Corsera):
IL FIDANZATO - Quello che El Ketawi Dafani non accettava del rapporto della figlia, Sanaa, con il fidanzato, Massimo De Biasio, non era la differenza d'etą, ma quella di religione e di mentalitą: lo ha detto lo stesso De Biasio in un'intervista esclusiva al Tg2. «La religione - ha detto De Biasio - la loro mentalitą: è solo stata per la religione. L'etą non c'entra assolutamente niente. Lui - ha aggiunto - non mi conosceva. Lui mi ha conosciuto solo l'ultimo giorno. Non aveva neanche idea di chi ero o cosa». De Biasio ha raccontato che El Ketawi Dafani «l'aveva anche scritto sui messaggi», che se avesse visto insieme lui e la figlia li avrebbe uccisi. «Questo era scritto sui messaggi del telefonino - ha riferito de Biasio - però non si va mai a pensare una cosa del genere». «Delle persone così integraliste - ha aggiunto De Biasio - devono stare a casa» loro «perché non possono pensare di venire in Italia con i figli, farli girare, diciamo con persone italiane», mandarle «a scuola o al lavoro e non pensare che magari possa nascere qualcosa con un italiano. ƈ impossibile. Se qualcuno ha una mentalitą così ristretta - ha aggiunto - è meglio che stia a casa sua e basta». De Biasio ha detto di aver «cercato di fare di tutto» per difendere Sanaa, ma «l'ira del padre - ha aggiunto - era talmente cruenta che non ce l'ho fatta a difenderla più di così». Ha detto che avevano dei progetti di vita e che pensavano di dire ai genitori che si sarebbero sposati. «Si pensava magari di alleviare un attimino il dolore che potevamo creare loro». Massimo De Biasio ha detto di avere di Sanaa il ricordo di una «ragazza stupenda, sempre col sorriso, sempre molto tenera. Gli ultimi tre mesi che ha fatto con me, che ci vedevamo - ha concluso - sono stati i tre mesi più belli della sua vita, mi ha detto».
17/9/09 14:09
Antonio dice:
Dallo stesso articolo:

La madre di Sanaa:«Perdono mio marito, forse ha sbagliato lei»

...come se ci fossero casi in cui, per motivi di religione e/o morale, si potesse ammazzare una figlia nel caso essa esagerasse nel tresgredire certe regole o precetti.
17/9/09 18:16
Antonio dice:
Incredibile, ho appena visto al tg5 l'intervista alla madre, ai parenti e agli amici. Nessun rimpianto, nessun tentennamento, nessuna lacrima: pare che la colpa sia della figlia. Per quasi tutti loro è lei ad aver sbagliato.
Il cognato, alla domanda se andrą a trovare all'ospedale quel ragazzo, ha preferito sorvolare. :<
17/9/09 18:29
ago86 dice:
Incredibile come la natura umana venga calpestata, ma ancor più incredibile è come i media ci fanno bere tutto come se nulla fosse. Perché nessuno reagisce a queste cose? Perché invece di darci la colpa non cominciamo a dire "sono dei mostri"?
17/9/09 20:06
Herbrand dice:
Aggiornamento dal Corriere della Sera:

Sanaa e quella frase del padre:
«Era una settimana che ci provavo»

L'uomo accusato di aver ucciso la figlia non accettava la relazione della ragazza con il fidanzato italiano

PORDENONE - «Era una settimana che ci provavo»: sono le uniche parole pronunciate da El Ketawi Dafani, il marocchino in carcere con l'accusa di aver ucciso la figlia Sanaa, di 18 anni, martedì sera a Montereale Valcellina (Pordenone). Lo si è appreso da ambienti vicini all'inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica della cittą friulana.

LA FRASE - Poco dopo il fermo un appuntato dei Carabinieri ha chiesto a El Ketawi Dafani se si era reso conto di quello che aveva fatto. «Era una settimana che ci provavo», ha risposto a mezza voce El Ketawi Dafani, senza però far capire se si riferiva al delitto o al tentativo di rivedere e far tornare a casa la figlia. Da qualche settimana, infatti, la ragazza aveva deciso di andare a vivere con il fidanzato, Massimo De Biasio, 31 anni, nonostante la contrarietą del padre. Dopo questa decisione, l'uomo - ha raccontato la moglie, Fatna Sharok, di 39 anni - non dormiva, restava sveglio «fino alle 4 di mattina, non mangiava, fumava sempre, era sempre arrabbiato e voleva vedere la figlia».

----

I commenti sono inoltre stati abilitati - facciamoci sentire.
18/9/09 13:27
hansen dice:
posto una parte dell articolo trovato online


Nella sala mortuaria dell'ospedale di Pordenone, alla presenza di una piccola folla - i parenti e gli amici della comunitą musulmana, gli amici italiani, le donne velate che vegliano la morticina - si svolge il rito funebre, secondo il rituale islamico, del lavaggio e della purificazione della salma. Poi il corpo di Sanaa, che aveva voltato le spalle alle rigide regole islamiche della famiglia, e sognava un sogno italiano verrą portato a Rabat, in Marocco, e sepolta col capo rivolto verso la Mecca, come impone la famiglia, come hanno deciso mamma Fatna e zio Mohammed; come prescrive il mellifluo imam Ouatiq.

qui l articolo completo http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=384106

ma io mi chiedo perchè non dare un segno di coraggio vietando il rito islamico organizzando un funerale ?
e cosa sconcertante con le dichiarazioni della madre e l omicidio da parte del padre E UNA VERGOGNA CHE NESSUNO SI OPPONGA AL TRASFERIMENTO DEL CORPO ALLA MECCA
non ho parole dopo che la famiglia l ha uccisa decide il destino del corpo,avrei trovato giusto fosse sepolta in italia come sono certo avrebbe voluto sanaa
fossi stato il fidanzato mi sarei opposto con tutte le forze
UN ALTRO SEGNO DI DEBOLEZZA DI TUTTI NEI CONFRONTI DELL ISLAM
voi cosa ne pensate ?
20/9/09 08:01
Antonio dice:
Personalmente il divieto del trasferimento della salma in Marocco la reputerei una decisione giusta, ma ahimé poco fattibile, sia per motivi legali che per argomenti. In fin dei conti la ragazza non aveva mai abbandonato ufficialmente l'Islam, almeno così mi pare. Certo, molto probabilmente non era più islamica, o magari non lo era neppure mai stata, ma, magari, proprio perché comprensibilmente gliene fregava molto poco, non si è mai posta il problema di confidare una cosa simile al fidanzato. Conosco molte persone cattoliche che non praticano (come il fidanzato di Sanaa), ma non per questo se morissero qualcuno potrebbe opporsi ad una funzione cattolica. Va da se che veder trattata una persona con rito islamico quando questa è stata ammazzata per via dell'Islam è quantomento grottesco.

Quello che invece a mi disgusta di ciò che sta accandendo in queste ore è la presa di coscienza della ummah, che pare essersi accorta che questa storia la mette in cattiva luce, e così è partita ai ripari con mezzucci tipo la taqiyya: negano l'Islamicitą del gesto, dicendo che quell'uomo non era praticante (come la moglie?), che in moschea ci andava poche volte, etc...

Inoltre mi ha colpito molto ascoltare lo scambio di battute tra l'imam e il fidanzato. Il fidanzato, lo si capisce, dell'Islam se ne è sempre strafregato: così si è trovato impreparato quando l'imam gli ha detto che, di fronte ai problemi sorti con la famiglia di lei, avrebbe potuto rivolgersi a lui, andandolo a trovare in moschea. Alla fine il fidanzato, dando dimostrazione di aver abboccato a questa subdola scappatoia, ha dato un suggerimento all'imam: propagandare questa disponibilitą affinché le persone che si trovano nella stessa situazione sua e di Sanaa possano sapere che, rivolgendosi all'imam, potrebbero trovare un supporto per risolvere la questione. Ciò dimostra che non si è reso conto che l'unica soluzione plausibile che in moschea l'imam avrebbe potuto proporre al ragazzo cattolico e alla fidanzata musulmana, sarebbe stata quella di una "professione di fede" del ragazzo: nel caso specifico un ricatto vero e proprio, proposto con le maniere melliflue di cui sono maestri.
20/9/09 09:14

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"Così come non vorrei essere uno schiavo, allo stesso modo non vorrei essere il padrone di nessuno. Questo esprime la mia idea di democrazia. Qualsiasi cosa differisca da questo concetto, proporzionalmente alla sua differenza, non è democrazia."
Abramo Lincoln

"E concludo: così come non vorrei essere un dhimmi, allo stesso modo non vorrei essere un Musulmano."
Ali Sina

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