Herbrand ha scritto:Ma naturalmente, le anime belle si affreterranno a dire che tutto cio' "non ha nulla a che vedere con l'Islam".
Se non fosse che un manuale di legge Islamica certificata da Al-Azhar come guida affidabile per l'ortodossia Sunnita afferma che "la rappresaglia e' obbligatoria verso chiunque uccide un'essere umano intenzionalmente e senza diritto". Pero', "non e' soggetto a rappresaglia un padre o una madre (o i loro padri o madri) per avvere ucciso i propri figli, o i figli dei prori figli." ('Umdat al-Salik o1.1-2).
In altre parole, chi uccide i prori figli non subisce alcuna pena secondo la legge Islamica. Coerentemente con questo, il Parlamento della Giordania nel 2003 ha affossato adducendo motivazioni Islamiche una proposta di legge mirata ad aumentare la pena per i delitti d'onore. Al-Jazeera ha riportato che "gli Islamisti e i conservatori hanno detto che la legge viola le tradizioni religiose e avrebbe distrutto la famiglia e i valori".
Anche relativa a questa pratica e' questo hadith:
Sahih Muslim Libro 19, Numero 4457
"Il Messaggero di Allah (che la pace sia su di lui) era solito non uccidere i bambini, cosi' non dovresti farlo a tua volta a meno che tu non sapessi quelo che Khadir sapeva riguardo al bambino che ha ucciso, o tu possa distinguere tra un bambino che cresca come credente (ed uno che crescera' come non-credente), cosi' che tu abbia ucciso il (futuro) infedele e risparmiato il (futuro) fedele."
Antonio ha scritto:http://www.ilfoglio.it/soloqui/3350
16 settembre 2009
La conversione di Rifqa agita l'America
"Voi non capite, l'islam è molto diverso da come pensate. Loro [u]devono uccidermi. Se amano Dio più di me, devono fare questo. E io sto combattendo per salvarmi la vita, voi non capite. Non capite". Cosa ti ha detto tuo padre? "Ha detto che mi avrebbe uccisa. O che mi avrebbe fatta tornare in Sri Lanka dove mi avrebbero messa in un manicomio...". La supplica di Rifqa Bary sta facendo il giro dell'America. I commentatori repubblicani lo hanno definito "un crimine d'onore che si svolge in slow motion sotto i nostri occhi".[/u]
[...]
Proprio Amina e Sarah sono indicate da Rifqa come un esempio di quel che le accadrebbe se tornasse nell'Ohio. "Ci sono centinaia di casi come il mio. Amina e Sarah sono state uccise dal padre. Queste non sono minaccie. Questa è la realtą. Questa è la veritą. Quanti altri casi volete che accadano? C'è un caso dopo l'altro. Io sono una tra centinaia. Devono farlo. Voi semplicemente non capite. Devono farlo. Non so cos'altro dire, ma loro lo devono fare. Se volete prove, ci sono centinaia di casi che possono confermare la mia storia".
è 2009 - FOGLIO QUOTIDIANO
di Giulio Meotti
"La Diocesi e l'imam Mohamed Ovatq hanno lanciato un appello comune contro «qualsiasi strumentalizzazione o guerra di religione », nella speranza che «non venga colpevolizzato l'Islam». In subbuglio anche la politica. Il ministro Carfagna ha annunciato che il suo dicastero «si costituirą parte civile». E così faranno anche la Regione Friuli e il comitato delle Donne Marocchine in Italia."
Costantino_IX ha scritto:Ciao a tutti! è un piacere ritrovarvi, il mio ex account penso sia stato sospeso per inattivitą.
Un saluto [...] ad Antonio che fornisce sempre info [...]
Penso sia meglio preparasi all'idea che in un non troppo lontano futuro ci sarą una riedizione della conquista mussulmana e reconquista cristiana della Spagna , questa volta su scala Eurabica.
Casomai dovessimo riuscire ad espellerli (magari prima che ci infettino con i loro usi come capitato per andalusi e siciliani) dovremmo domandsarci se nel nordafrica , arabia e turchia debba esser lasciaot in vita questa malattia


Immagine: la regina Isabelle indica ai musulmani il cammino del ritorno a casa loro. :roll: IL FIDANZATO - Quello che El Ketawi Dafani non accettava del rapporto della figlia, Sanaa, con il fidanzato, Massimo De Biasio, non era la differenza d'etą, ma quella di religione e di mentalitą: lo ha detto lo stesso De Biasio in un'intervista esclusiva al Tg2. «La religione - ha detto De Biasio - la loro mentalitą: è solo stata per la religione. L'etą non c'entra assolutamente niente. Lui - ha aggiunto - non mi conosceva. Lui mi ha conosciuto solo l'ultimo giorno. Non aveva neanche idea di chi ero o cosa». De Biasio ha raccontato che El Ketawi Dafani «l'aveva anche scritto sui messaggi», che se avesse visto insieme lui e la figlia li avrebbe uccisi. «Questo era scritto sui messaggi del telefonino - ha riferito de Biasio - però non si va mai a pensare una cosa del genere». «Delle persone così integraliste - ha aggiunto De Biasio - devono stare a casa» loro «perché non possono pensare di venire in Italia con i figli, farli girare, diciamo con persone italiane», mandarle «a scuola o al lavoro e non pensare che magari possa nascere qualcosa con un italiano. Ć impossibile. Se qualcuno ha una mentalitą così ristretta - ha aggiunto - è meglio che stia a casa sua e basta». De Biasio ha detto di aver «cercato di fare di tutto» per difendere Sanaa, ma «l'ira del padre - ha aggiunto - era talmente cruenta che non ce l'ho fatta a difenderla più di così». Ha detto che avevano dei progetti di vita e che pensavano di dire ai genitori che si sarebbero sposati. «Si pensava magari di alleviare un attimino il dolore che potevamo creare loro». Massimo De Biasio ha detto di avere di Sanaa il ricordo di una «ragazza stupenda, sempre col sorriso, sempre molto tenera. Gli ultimi tre mesi che ha fatto con me, che ci vedevamo - ha concluso - sono stati i tre mesi più belli della sua vita, mi ha detto».
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"Così come non vorrei essere uno schiavo, allo stesso modo non vorrei essere il padrone di nessuno. Questo esprime la mia idea di democrazia. Qualsiasi cosa differisca da questo concetto, proporzionalmente alla sua differenza, non è democrazia."
Abramo Lincoln
"E concludo: così come non vorrei essere un dhimmi, allo stesso modo non vorrei essere un Musulmano."
Ali Sina