L’Islam e il Corano denunciati dagli ex-Musulmani come le radici dell’odio, della violenza e del terrorismo Islamico
“Combattere la militanza Islamica militarmente, e la sua ideologia ideologicamente. Sono questi i due fronti della lotta contro la barbarie.”
inviato da Cutcliff il 12/10/09 09:09

Attentato in una caserma di Milano

http://milano.corriere.it/milano/notizi ... 4388.shtml

MILANO - Sono in piena fase di svolgimento, con i rilievi della Scientifica e degli artificieri, le operazioni di accertamento della dinamica dell'attentato compiuto alle 7.45 alla caserma Santa Barbara di Milano. Il bilancio è di due feriti: l'attentatore, in gravi condizioni, e un giovane militare, che ha riportato ferite lievi. Sul posto, tra i numerosi funzionari dirigenti e ufficiali di Polizia, Carabinieri ed Esercito, oltre al procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro, coordinatore del pool Antiterrorismo, il questore, Vincenzo Indolfi, il Comandante provinciale dell'Arma dei carabinieri, Colonnello Sergio Pascali e il Comandante della Polizia locale, Tullio Mastrangelo. In particolare, oltre ai rilievi della Scientifica, gli uomini della Digos e del Nucleo informativo dei carabinieri, in collaborazione con i più alti ufficiali del presidio militare, stanno ricostruendo la dinamica e soprattutto sentendo le testimonianze del ferito e degli altri militari presenti al momento dello scoppio. La Procura di Milano ha aperto un'inchiesta; a coordinare le indagini sarà il sostituto procuratore Armando Spataro.

LO SCOPPIO - L'esplosione è avvenuta alle 7.45 davanti alla caserma sede del Primo Reggimento Trasmissioni e del Reggimento artiglieria a cavallo dell'esercito di piazzale Giuseppe Perrucchetti, a Milano (zona Forze Armate). Un uomo di nazionalità libica, di 35 anni, è arrivato davanti alla porta carraia con un pacco che conteneva un ordigno rudimentale di bassa potenza, nascosto in una cassetta degli attrezzi. L'uomo ha cercato di approfittare dell'ingresso di un militare che stava entrando nella struttura a prendere servizio con la sua auto, una Fiat Punto. L'attentatore ha cercato di intrufolarsi, ma gli si sono parati davanti i militari di guardia che, per fortuna, erano a qualche metro di distanza. È stato a quel punto che ha fatto esplodere il rudimentale ordigno. Prima avrebbe urlato solo alcune parole in arabo. Il comandante della caserma Perrucchetti, il Colonnello Valentino De Simone, e fonti investigative hanno «smentito categoricamente» che il libico abbia proferito frasi inerenti ai nostri militari in Afghanistan, come inizialmente era stato riferito. Dai documenti l'uomo risulta cittadino libico, nato nel 1974, in regola con il permesso di soggiorno.

L'ESPLOSIVO - Nella cassetta degli attrezzi c'erano circa due chili di esplosivo artigianale: fortunatamente solo una parte è esplosa, altrimenti la potenza dello scoppio sarebbe stata tale da far crollare l'ingresso della caserma.

I FERITI - Nello scoppio è rimasto ferito un militare di 23 anni, di servizio in quel momento in caserma; si è rialzato subito, ha rifiutato il ricovero e ha parlato con gli investigatori. Una scheggia lo avrebbe colpito di rimbalzo, procurandogli ferite lievi alla testa. Grave invece il libico: il personale del 118, dopo averlo intubato e stabilizzato, lo ha portato all'ospedale Fatebenefratelli in codice rosso. L'uomo, che ha perso una mano e presenta ferite gravi al volto, è ricoverato al Pronto soccorso, e il personale medico sta effettuando accertamenti clinici. L'uomo è piantonato da un nutrito numero di poliziotti e carabinieri che presidiano l'ingresso del pronto soccorso, che si affaccia su via Castelfidardo con quattro agenti e una Volante, e gli ingressi e i corridoi del reparto.

IL BIGLIETTO DEL TRENO - Il presunto attentatore «sembra fosse giunto a Milano ieri da Napoli, in tasca gli investigatori gli hanno trovato un biglietto ferroviario»: lo ha riferito il consigliere provinciale Giovanni De Nicola parlando ai cronisti in piazzale Perrucchetti. Il politico parla di un «episodio molto, molto preoccupante, che dà l'idea di un piano organizzato e di una possibile base dell'attentatore a Milano».

LE INTERCETTAZIONI - La caserma Santa Barbara era tra gli obiettivi di due presunti terroristi marocchini arrestati a Milano nel dicembre 2008, che progettavano una serie di attentati proprio nel capoluogo lombardo. E ora l'obiettivo degli inquirenti è quello di accertare se l'attentato di oggi sia in qualche modo collegato agli arresti di un anno fa. Il nome della caserma venne fuori da una telefonata intercettata dalla Digos in cui i due marocchini indicavano anche altri obiettivi: l'Ufficio stranieri e la sede del terzo reparto mobile della Polizia in via Cagni, a Milano, la caserma dei carabinieri di Giussano e la sede della Compagnia dell'Arma a Desio, il parcheggio del supermercato Esselunga di Seregno. I due marocchini, Rachid Ilhami, di 31 anni predicatore del centro culturale «Pace» di Macherio, e Gafir Abdelkader, di 42, furono arrestati il 2 dicembre del 2008: di loro gli investigatori dissero che si trattava di «cani sciolti» pervasi però da forte radicalismo islamico. Dalle intercettazioni è emerso che il gruppo - oltre ai due arrestati l'indagine ha riguardato altre sette persone - dalla predicazione era passato a studiare gli effetti degli ordigni, le tecniche di autodifesa e come utilizzare sostanze comuni per creare ordigni. «Ci vuole qualcosa che rimanga nella storia, così avresti il riconoscimento di Dio e la grazia di Dio» diceva uno dei due arrestati in una conversazione intercettata a settembre 2008. E in un'altra: «Tu vai dentro, per esempio in una caserma dei carabinieri e ci sono 10, 15 militari, e se li terrorizzassimo?» commentavano. Secondo gli investigatori si trattava comunque di personaggi non inseriti in alcuna organizzazione e che, non essendo riusciti a trovare i contatti necessari per recarsi nelle zone di guerra, avevano deciso di combattere la propria battaglia in Italia.
15 commenti:
Cutcliff dice:
E' successo questa mattina presto, ovviamente la situazione ancora non è chiara.
Sembrerebbe che l'uomo, probabilmente libico (no comment), abbia introdotto l'ordigno in caserma all'interno di una scatola per gli attrezzi.

Attendiamo gli sviluppi. Di certo proprio qui nessuno si stupisce.
12/10/09 09:11
M dice:
Spostato tra gli articoli del sito.

M
12/10/09 09:46
Antonio dice:
sposato con italiana: 3 figli
regolare da 10 anni
lavoro sicuro.
piccoli precedenti x reati vari ma pazienza....peccatucci.

Propongo la cittadinanza in sei mesi. Per favorirne l'integrazione.
12/10/09 11:39
Cutcliff dice:
Ma che dici Antonio, è solo il gesto di un pazzo isolato :-)

Riassumendo: se qualcuno che non è nemmeno italiano attacca dei musulmani, i simpatici seguaci "moderati" di Maometto occupano in maniera coordinata le pincipali piazze nelle città italiane, mettendosi con il culo per aria.
Ogni tanto qualche musulmano meno moderato pensa bene di tentare un attacco suicida in una caserma. Domani sarà un treno, una scuola: non c'è che l'imbarazzo della scelta.
In più mettiamoci il degrado intrinseco di un'immigrazione da paesi dove il senso civico non sanno nemmeno cosa sia (considerando sempre che neanche molti italiani hanno bene presente, ma a confronto sono "svizzeri").

Non c'è che dire, l'esperimento multiculturale sta portando veramente buoni frutti!
12/10/09 12:16
Herbrand dice:
Curioso, chissa' dove avra' mai preso ispirazione per questo gesto?

Forse da qualche scrittura buddhista o shintoista. Voglio dire, non esiste proprio motivo di fare nessuna ipotesi particolare no?
12/10/09 15:21
hansen dice:
[quote="Cutcliff"

I FERITI -Grave invece il libico: il personale del 118, dopo averlo intubato e stabilizzato, lo ha portato all'ospedale Fatebenefratelli in codice rosso. L'uomo, che ha perso una mano e presenta ferite gravi al volto, è ricoverato al Pronto soccorso, e il personale medico sta effettuando accertamenti clinici. L'uomo è piantonato da un nutrito numero di poliziotti e carabinieri che presidiano l'ingresso del pronto soccorso, che si affaccia su via Castelfidardo con quattro agenti e una Volante, e gli ingressi e i corridoi del reparto.

[/quote]

io personalmente l avrei lasciato in terra senza neanche soccorrerlo,adesso poverino gli daranno l invalidità e un assegno vitalizio,ovviamente la religione non centra niente,se solo lo pensiamo siamo dei bastardi razzisti,
con tutti i problemi che ci sono tenere un ingente numero di poliziotti e carabinieri mi sembra assurdo
12/10/09 17:34
Cutcliff dice:
[quote="hansen"][quote="Cutcliff"

I FERITI -Grave invece il libico: il personale del 118, dopo averlo intubato e stabilizzato, lo ha portato all'ospedale Fatebenefratelli in codice rosso. L'uomo, che ha perso una mano e presenta ferite gravi al volto, è ricoverato al Pronto soccorso, e il personale medico sta effettuando accertamenti clinici. L'uomo è piantonato da un nutrito numero di poliziotti e carabinieri che presidiano l'ingresso del pronto soccorso, che si affaccia su via Castelfidardo con quattro agenti e una Volante, e gli ingressi e i corridoi del reparto.

[/quote]

io personalmente l avrei lasciato in terra senza neanche soccorrerlo,adesso poverino gli daranno l invalidità e un assegno vitalizio,ovviamente la religione non centra niente,se solo lo pensiamo siamo dei bastardi razzisti,
con tutti i problemi che ci sono tenere un ingente numero di poliziotti e carabinieri mi sembra assurdo[/quote]

Beh chiaro, non riesco a determinarlo, ma pare vivessero pure in case popolari. Per cercare di appurare se il civico dell'attentatore fosse un palazzo popolare, sono finito su questo articolo:

http://archiviostorico.corriere.it/2009 ... 2010.shtml

"L' altro Quadrilatero, lontano dalle vetrine chic della moda, è quel fazzoletto di Milano compreso tra piazzale Segesta, via Ricciarelli, via Civitali. Zona San Siro, ma quella «povera»: [b]case popolari, il 40 per cento abitate da stranieri regolari, il resto da anziani e abusivi[/b]. Degrado sociale e conflittualità. E in mezzo, una scuola. L' elementare di via Paravia: professori preparati, progetti di integrazione, dialogo con le famiglie. Un piccolo paradiso."

La zona è quella, il dato parrebbe confermare. Allucinante è l'uso che si fa delle case popolari. Posto che saranno maltenute, ma è possibile che il 40% vada agli stranieri? Mi sembra un dato allucinante.
Ma la cosa più allucinante sono gli anziani: sicuramente ci sarà gente che magari ha vissuto la seconda guerra mondiale ridotta a vivere in mezzo a stranieri ed abusivi. Ricordo distintamente un'inchiesta su un'anziana donna di un quartiere popolare di Milano che non voleva farsi ricoverare perchè altrimenti avrebbe corso il rischio di vedersi la casa occupata al proprio ritorno! Visto il dato dell'articolo, non stupisce. Ma in che razza di paese viviamo? Ma gli anziani rimasti non hanno dei parenti a cui girano un pochino le palle?

E poi inizia già la storiella dei problemia economici per il povero Libico (già sentiti un'ora su raitre: non ci potevo credere). Ora lo ritrovo anche tra le righe del corriere:
http://milano.corriere.it/milano/notizi ... 7929.shtml
"PROBLEMI DI DEBITI - Qualche dettaglio in più lo ha fornito Mohammad Israfil, cittadino libico come Game e suo amico piuttosto stretto, poiché afferma che sarà lui a prendersi cura dei figli di Game. «Ci siamo visti l'ultima volta ieri pomeriggio - afferma -, abbiamo preso un caffè. Mi sembrava normale, abbiamo parlato del fatto che dobbiamo cercare un piccolo lavoro, che c'è crisi per tutti».[b] Game aveva grossi problemi di debiti legati all'attività della sua azienda edile che, a quanto si apprende, aveva chiuso i battenti due anni fa. L'uomo aveva anche dei gravi problemi al cuore[/b] e negli ultimi mesi si era avvicinato all'Islam ripetendo in più occasioni che «bisognava fare qualcosa per la religione». Game è un esperto elettricista, spiega Israfil, e l'impresa fino a due anni fa era «solida, con 45 persone sotto di lui». Poi qualcosa è andato storto, i pagamenti non arrivavano e i debitori hanno iniziato a farsi sentire. Israfil non si spinge a dire che la situazione economica dell'uomo potrebbe averlo spinto al gesto di questa mattina, ma di sicuro lascia intendere che la situazione della famiglia non era affatto rosea. Tuttavia non mancano elementi anche su una presunta svolta religiosa del libico. «Non era un integralista - dice Israfil, che ora sarà sentito anche dalla polizia - ma negli ultimi 4-5 mesi si era riavvicinato all'Islam e ogni tanto mi faceva dei discorsi sul fatto che dobbiamo fare qualcosa per la religione». Nelle conversazioni fra i due amici non erano mancati neanche riferimenti alla presenza militare italiana in Afghanistan e nelle altre missioni internazionali in cui l'Italia è coinvolta. «Sosteneva che l'Italia dovesse ritirare le proprie truppe - sostiene Israfil -, comunque si trattava di discorsi sempre molto generici»."

Poverino, le aveva tutte lui! Pensate agli anziani che si ritrovano dimenticati in mezzo a questa gentaglia, magari dopo aver subito le privazioni di una guerra mondiale e aver costruito letteralemente questo paese: cosa dovrebbero dire? Altro che kamikaze!
12/10/09 23:55
ago86 dice:
Da notare che questo tizio non è una persona stupida, ma a quanto pare è laureato in elettrotecnica (laurea presa nel suo paese, a quanto pare). Quindi, essendo con una buona cultura, presumo conosca bene l'islam.
13/10/09 06:47
Pandora dice:
[quote="Herbrand"]Curioso, chissa' dove avra' mai preso ispirazione per questo gesto?

Forse da qualche scrittura buddhista o shintoista. Voglio dire, non esiste proprio motivo di fare nessuna ipotesi particolare no?[/quote]
dal vangelo. Il cristianesimo e l'islam sono uguali :D
13/10/09 18:05
Antonio dice:
Sono stati trovati 40 kg di nitrato d'ammonio.
Poichè si tratta di un fertilizzante che può essere utilizzato come esplosivo sembra che non gli verrà contestata la detenzione di materiale esplosivo.

Ovviamente ora si da la rassicurante versione del terrorista sfigato, mattoide, che ha attaccato un obiettivo militare e non una scuola come a Beslan...
Ma purtroppo la casisistica non conforta questo atteggiamento. Semmai questo episodio deve essere un campanello d'allarme, perchè i siti dei terroristi islamici sono strapieni di tecniche per fabbricare ordigni con materiali reperibili in commercio.
E' vero che il nitrato d'ammonio è un fertilizzante, ma guardate un pò cosa ci si può fare.

http://it.wikipedia.org/wiki/Nitrato_d%27ammonio
Il fatto di essere economico, sicuro e di facilissima reperibilità, lo ha reso tristemente noto come uno dei prodotti preferiti da organizzazioni terroristiche per la fabbricazione di ordigni.

L'attentato di Oklaoma City, nel 1995, fu fatto con un furgone carico con 2.500 kg di nitrato di ammonio, innescato con nitrometano (circa 200 kg) e una piccola carica di esplosivo convenzionale.

Immagine
13/10/09 19:16
ago86 dice:
E, come al solito, i media dicono che si tratta di un "gruppo isolato". Questi gruppi isolati sono così tanti che mi sembra che siano un solo, unico, gruppo isolato :))
15/10/09 06:50
Antonio dice:
Immagine

«Un musulmano può resistere una o due volte, ma se continua ad ascoltare insulti contro il profeta, le donne e l'Islam è naturale che possa perdere il controllo». Arriva al punto dopo circa mezz'ora di omelia l'imam della moschea di viale Jenner, Abu Imad. (…) «Perché insultano la donna musulmana che vuole coprire il viso? Dov'è la libertà? Perché la libertà si blocca di fronte a noi? Bisogna fare giustizia, altrimenti non possiamo garantire quello che succede»

«L'Islam non appoggia questi attacchi - urla Abu Imad -, lo abbiamo sempre detto. Dopo l'attentato in America qualcuno era contento. Ma noi abbiamo sempre detto che non sarebbe più dovuto succedere. Anche dopo Londra e Madrid». Perché, prosegue, «in questo momento non si può fare. Adesso dobbiamo rispettare i patti fra noi e lo Stato in cui viviamo», per questo «i motivi che spingono all'odio vanno eliminati alla radice».


http://www.ilgiornale.it/milano/limam_v ... comments=1
18/10/09 07:35
Herbrand dice:
Antonio ha scritto:«L'Islam non appoggia questi attacchi - urla Abu Imad -, lo abbiamo sempre detto. Dopo l'attentato in America qualcuno era contento. Ma noi abbiamo sempre detto che non sarebbe più dovuto succedere. Anche dopo Londra e Madrid». Perché, prosegue, «in questo momento non si può fare. Adesso dobbiamo rispettare i patti fra noi e lo Stato in cui viviamo», per questo «i motivi che spingono all'odio vanno eliminati alla radice».


Pazzesco. Questo rappresentante dell'Islam, perdipiu' di una moschea nota e gia' al centro di altre vicissitudini del genere, afferma nemmeno troppo in sordina che la loro obbedienza alle leggi dello Stato e' subordinata ad una particolare situazione storico/sociale.
Che dire, nulla di nuovo per noi, ma immagino che a tanti altri questo articolo abbia fatto storcere il naso.
18/10/09 11:27
Cutcliff dice:
http://milano.corriere.it/milano/notizi ... 3788.shtml

L'attentato e i nuovi «no» alla moschea
«Sento che ci stiamo allevando come nemici deci­ne di migliaia di giovani ormai italiani e milanesi o lombardi i quali hanno il diritto al rispetto»

di DON GINO RIGOLDI


Giustamente la Procura sta indagando sui compli­ci dell'ingegnere libico che ha tentato una avventura da kamikaze nella caserma di piazzale Perrucchetti a Milano. Altre parti della città, altre istituzioni ed i co­muni cittadini faranno bene a chiedersi perché di un gesto così disperato. Il suicidio, anche quando è com­piuto per una causa ritenuta santa, è una scelta grave che deve essere motivata da ragioni convincenti che è pericoloso liquidare con una generica affermazione di fanatismo. Il libico potrebbe aver coltivato un rancore sordo verso una nazione che tratta lui e tutti i suoi connazio­nali con diffidenza e disprezzo.[b] Forse le condizioni economiche molto precarie, una famiglia pesante con dei figli ai quali non poteva assicurare un futuro dignitoso possono aver logorato le difese e convoglia­to la frustrazione verso la violenza o forse altri motivi ancora.[/b]

[b]Io conosco e ascolto molti ragazzi di religione isla­mica di prima e soprattutto di seconda generazione. Ragazzi e ragazze che hanno studiato e si sono diplo­mati o laureati a Milano o in Italia i quali fanno una enorme fatica a sopportare tutte le forme di discrimi­nazione quando non di disprezzo di cui sono fatti og­getto: loro e la loro religione, la loro nazionalità. Si sente il desiderio, il dispiacere e la rabbia che monta perché è giusto che la ribellione monti in chi capi­sce di non essere rispettato. Sento che ci stiamo allevando come nemici deci­ne di migliaia di giovani ormai italiani e milanesi o lombardi i quali hanno il diritto al rispetto, che potrebbero diventare cittadini a pieno titolo, che vivranno certamente in­sieme con noi e tra di noi.[/b]

Troppi atteggiamenti di politici, di amministratori e di cittadini ammaestrati da cattivi maestri sono ingiusti, immorali, pericolosi. Quanti italiani potrebbero sopportare di essere trattati come persone di serie B, uomini e donne che non solo devono percorrere vie burocratiche e onero­se per avere un permesso di soggiorno o il ricongiun­gimento familiare ma anche quando lavorano e paga­no le tasse nella nazione della mafia e della 'ndran­gheta sono sospettati di essere l'origine della crimina­lità e della violenza, un pericolo per la fede cristiana e altre sciocchezze del genere. I giovani islamici, molti islamici moderati che so­no nati e che vivono e vivranno a Milano vogliono essere una risorsa per la città, istituzioni islamiche come il Centro Islamico di Milano cercano il dialogo, la moschea per Milano è diventata una necessità ed una risposta di riconoscimento e di dignità. Possiamo solo sperare, da persone intelligenti ed intellettualmente oneste che l'attentato fallito alla Perrucchetti non diventi un'altra delle logore argo­mentazioni contro.


Ecco il Don di turno che si è bevuto il cervello. Il rspetto, caro Don, non è gratuito e scontato. Cosa produce questa gente nel mondo? Cosa pretendono queste persone che si "integrano" in Italia? Non hanno un minimo di autocritica? SE l'avessero dovrebbero capire perfettamente perchè vengono trattai in un certo modo.
Prendono le case popolari e non le pagano, trasformano interi quartieri in zone invivbili per il resto delle persone. Magari prendono anche i sussidi e se stanno male certamente vengono curati inegli ospedali allo stesso di mia nonna che ha inziato a lavorare da bambina e durante la seconda guerra mondiale andava a lavorare a Milano appesa fuori da un tram stracolmo che viaggiava con un faretto blu per non attirare troppo l'attenzione delle bombe dal cielo.
Si parla sempre dei nostri immigrati (scordandosi di tutti quelli che non l'hanno fatto): non avevano niente, altro che case popolari e ospedali all'avanguardia. E se qualcuno faceva girare le palle, rischiava anche di finire linciato.
Però non mi risulta che nessun immigrato italiano sia finito a fare il kamikaze perchè lo discriminavano in ogni angolo del mondo. Non mi risulta che stranieri non musulmani discriminati in occidente oggi finiscano per fare i kamikaze.
Caro Don Gino Rigoldi, riaccendi il cervello e smettila di cercare giustificazioni per le ultime persone al mondo che ne avrebbero diritto.
18/10/09 22:56
Antonio dice:
L'Islam è il problema. Il fatto che miliardi di musulmani non adempiano al loro dovere, vuoi per disorganizzazione, vuoi per menefreghismo, vuoi per codardia, vuoi per il rispetto della vita umana del prossimo, che è intrinseco nel genere umano, non fa dell'Islam una religione migliore.
TUTTE le scuole di diritto islamico prevedono la sottomissione del genere umano all'Islam, o tramite dhimmitudine o tramite conversione. Non c'è alternativa. Le tattiche per raggiungere questo fine sono anche "pacifiche", perché, nella prospettiva islamica, per raggiungere il potere e poi far prevalere la gloria di Allah, c'è anche la dissimulazione. Invero, grazie a chi vorrebbe censuricchiare i giornali per deresponsabilizzare la loro violenza (http://www.asca.it/news-IMMIGRATI__FINI ... -POL-.html), e a chi già applica l'autocensura (abbondandissima nell'occidente affetto da politically correct), i musulmani stanno ottenendo ottimi risultati (vedasi stati nord europei, come ad esempio l'inghilterra, ormai in balia dell'islamizzazione).
19/10/09 08:36

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"Così come non vorrei essere uno schiavo, allo stesso modo non vorrei essere il padrone di nessuno. Questo esprime la mia idea di democrazia. Qualsiasi cosa differisca da questo concetto, proporzionalmente alla sua differenza, non è democrazia."
Abramo Lincoln

"E concludo: così come non vorrei essere un dhimmi, allo stesso modo non vorrei essere un Musulmano."
Ali Sina

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