La biografia di Maometto si chiama Sira e quella che segue è la traduzione dall'inglese della Sira di Faithfreedom, che è la prima biografia di Maometto in assoluto.
http://www.faithfreedom.org/Articles/sira/01.htm
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I primi anni di vita dell’apostolo di Allah
E’ ricordato che quando la madre del’apostolo di Allah rimase incinta di lui, ella ebbe una visione e una voce le parlò dicendo: “Sei incinta del principe di questa nazione, quando egli nascerà tu devi dire: “metto lui sotto la protezione dell’Unico, dalla cattiveria di tutte le persone invidiose” e allora dovrai chiamalo Maometto”
Mentre lei portava il bambino in grembo lei vedeva sempre una luce lontano da lei che illuminava il Castello di Busra in Syria. Abdullah b. Abdul Muttalib, il padre dell’apostolo, mori quando il bambino non era ancora nato.
L’apostolo di Allah nacque il lunedì (laico mese del Rabi nell’anno dell’elefante [c-570]). Al tempo della nascita dell’apostolo un giudeo che stava sul tetto di una casa di Medina chiamò il popolo ebreo e quando loro furono radunati intorno a lui disse: “Guai a voi. Che cosa vuol dire?”, egli racconto: “questa notte è nata una stella, sotto la quale l’apostolo è nato”.
Quando la madre ha partorito l’apostolo di Allah ella inviò il seguente messaggio a suo nonno: “Un bambino è nato a te, vieni a vederlo”. Egli venne e lei lo informò su cosa aveva visto e sentito durante la sua gravidanza e il nome che le era stato ordinato di dare al bambino. Si dice che suo nonno prese il bambino dentro la Kaba e pregò Allah e lo ringraziò per il suo regalo; allora lo riportò da sua madre. Presto egli trovò per il bambino una nutrice, il cui nome era Halima.
Halima era la figlia di Abu Dhuayb della tribù the Banu Sad. La tradizione racconta che lei andava fuori con suo marito e un piccolo figlio che stava allattando, con altre donne della tribù di Banu Sad che erano alla ricerca di un bambino per allattare. Ella riferì: “nell’anno della scarsità, quando nulla ci restava, io andai via su un asino e avevamo con noi una cammella che non ci ha dato una goccia di latte. Non potevamo dormire una notte intera perché il bambino che avevamo con noi piangevano per la fame, non essendoci niente nei miei seni per soddisfarlo, e neanche nella nostra cammella per nutrirlo. Noi stavamo comunque sperando per un aiuto e liberazione; di conseguenza io continuai la giornata, cavalcando su mio asino che era così debole che rimaneva dietro e la gente si lamentava.
'Finalmente, siamo arrivati alla Mecca per cercare lattanti, e non c'era una donna in mezzo a noi a cui l’apostolo di Allah non era stato offerto. Tutti rifiutarono di farsi carico di lui non appena gli veniva detto che era un orfano, perché i benefici attesi dal padre di un bambino, ma non come orfani, pensando che una madre o un nonno farebbe noi, ma ben poco. Non una donna, però, è rimasta che non aveva ottenuto un lattante, tranne me stessa. Quando noi ci radunammo per ripartire, io dissi a mio marito: “Io sono riluttante a ritornare dai i miei compagni senza un lattante. Io dovrei andare da questo orfano e prenderlo” egli replicò: “Così! Forse Allah ci farà una benedizione”. Allora io andai e lo presi solo perché non potevo trovare un altro bambino.
Allora lo presi nelle mie braccia e gli offrii i miei seni e egli bevette fino a che non fu soddisfatto, e suo fratello fece lo stesso fino a quando non fu soddisfatto, poi dormì, mentre prima non poteva farlo per il pianto del bambino. Allora mio marito avvicinò il nostro cammello ed egli era pieno! Quindi io lo munsi, e bevemmo fino a quando non fummo soddisfatti, così avemmo una buona notte. Al mattino mio marito disse: “Per Allah , Halima, tu hai portato un’anima benedetta”, io replicai: “Questo è solo ciò che io speravo”. Poi ripartimmo. Io montai il mio cammello, ma l’animale era così lento che gli altri asini non riuscivano a seguirlo, e i miei compagni chiesero : “O figlia di Abu Dhuayb, non è lo stesso asino con cui sei venuta?” , replicai: “Si, è lo stesso”, e loro esclamarono, “c’è qualcosa con questo”. Quando noi arrivammo alla nostra abitazione nel paese di Banu Sad, la più sterile terra che abbia mai vista sulla terra di Allah, la nostra pecora mi incontrò di sera, riempita con latte così che noi avevamo solo latte, mentre le altre non avevano una singola goccia. E quelli del nostro popolo che erano presenti dissero dei loro pastori: “Guai a voi! I pascoli dove il pascolo della figlia di Abu Dhayb sta pascolando” . Tuttavia le loro pecore ritornavano al mattino affamate, senza una goccia di latte, e la mia pecora era piena di latte.
In questo modo noi continuavamo a ricevere da Allah crescenti benefici per due anni, allora io svezzai il bambino ed egli divenne forte come nessun altro. Noi lo riportammo da sua madre, benché noi fossimo ansiosi che egli potesse rimanere con noi sicché avevamo visto le benedizioni che egli portava. Io chiesi a sua madre di lasciarlo con noi a diventare grande, e le raccontai che io temevo il clima e le malattie che potevano danneggiarlo alla Mecca. Noi non cessammo di importunarla fino a quando lei consentì noi di prenderlo indietro.
Io non ero lontano che un mese dopo nostro ritorno che li suo fratello di latte venne correndo da me e suo padre, dicendo: “Due uomini vestiti in bianco hanno preso mio fratello, e lo hanno buttato nella strada. Hanno strappato la sua pancia e lo schiacciarono”. Io e suo padre adottivo ci precipitammo fuori e lo trovammo apparentemente indenne ma con la sua espressione completamente alterata. Noi gli domandammo ed egli rispose: “Due uomini vestiti di bianco sono venuti da me, mi hanno buttato giù, aprirono il mio addome e cercarono io non so cosa”. Noi ritornammo con lui alla nostra tenda, e il suo padre adottivo mi disse, “O Halima! Ho paura che qualcosa è successo al ragazzo. Portiamolo alla sua famiglia prima che i danni diventino evidenti”.
Perciò, noi lo riportammo indietro a sua madre, che chiese: “perché lo hai riportato qui, quando eri ansiosa che egli restasse con te?” Io replicai: “Allah ha fatto crescere il mio figlio maschio e io ho fatto il mio dovere, ma io ho paura che qualcosa potrebbe accadergli e quindi io ho riportato lui indietro a te come tu desideravi” Ella ripose: “La questione non è così, raccontami la verità”, e non la lasciò sola fino a quando non le raccontò ogni cosa. Allora ella chiese: “Hai paura che egli sia posseduto dal Demonio?”, e io replicai: “Si”, e lei disse: “No, da Allah! Satana non ha accesso a lui, perché qualcosa di grande è la sostanza di mio figlio. Dovrei raccontarti di lui? Quando ero incinta di lui, vedevo una luce emessa da me e da Allah, io non avrei potuto avere una gravidanza più facile e leggera di questa. Quando egli è nato, egli pose le sua mani sulla terra e alzò la sua testa al cielo. Non preoccuparti di lui e ritorna a casa.”””
Più tardi l’apostolo di Allah stesso descrive cosa era accaduto. “mentre io e il mio fratello di latte stavamo pascolando qualche animale dietro i nostri cavalli, due uomini vennero verso di noi vestiti di bianco e portavano un piatto d’oro pieno di neve. Loro mi presero, aprirono il mio stomaco, estrassero il mio cuore, lo lacerarono e portarono fuori da lui un grumo nero di sangue che buttarono via. Allora loro, lavarono il mio cuore e la pancia con neve, fino a quando non li purificarono. Poi uno di loro disse al suo compagno, "pesare lui contro cento del suo popolo." E lui mi pesava con loro, ma ho dimostrato più pesanti di loro. Poi disse: "Pesare lui con mille della sua gente." Questo ha fatto anche, e mi è stato nuovamente trovato più pesanti. Dopo di che disse: "Lascialo, perché se si dovesse pesare di lui contro la sua intera nazione, si sarebbero superiori si '." Dopo, l’apostolo di Allah aveva l’usanza di dire che non c’era stato un profeta che non avesse pascolato pecore.
In accordo con le loro tradizioni, il popolo credeva, ma Allah ne sa più, che quando la sua nutrice lo riportò alla Mecca, lei lo lasciò in mezzo alla folla mentre lo stava prendendo alla sua famiglia. Lei cercò, ma non riusciva a trovarlo, e andò da suo nonno, Abdul Muttalib, e disse, “Io sono arrivato questa notte con Maometto, ma mentre io ero nella parte alta della città egli si smarrì da me, e io non sapevo dove era”, il nonno di Maometto stava in piedi vicino alla Kaba e pregava Allah di restituire il bambino, e egli credeva che esso era trovato da due uomini della sua tribù che lo portarono a Abdul Muttalib con le parole: “Qui c’è tuo figlio. Noi lo abbiamo trovato nella parte superiore della Mecca”, allora suo nonno lo prese e facendolo cavalcare sulle sue spalle, camminò intorno alla Kaba, raccomandandolo ad Allah e pregando per lui. Dopo di che egli lo mandò da sua madre, Amina.
L’apostolo di Allah e sua madre e suo nonno erano sotto la protezione di Allah, e il ragazzo coltivò una prosperosa pianta a causa della grazia che gli era predestinata. Quando l’apostolo aveva compiuto il suo sesto anno, sua madre Amina morì in uno spazio chiamato Abwa, fra Mecca e Medina, quando stava ritornando alla Mecca con lui dalla visita a suo zio. L’apostolo di Allah rimase con suo nonno, Abdul Muttalib.
Era uso per Abdul Muttalib mettere un letto all’ombra della Kaba, attorno cui suoi figli sedevano fino a che egli arrivava; nessuno dei suoi figli si arrischiò di sedersi sul letto, per rispetto verso di lui. Una volta l’apostolo di Allah, che era un bambino paffuto, venne e si sedette lì, e loro lo spinsero via. Quando Abdul Muttalib vide questo egli disse: “Lasciate mio figlio solo! Per Allah, egli diventerà qualcuno di grande”, allora egli fece sedere il bambino giù dalla sua sedia sul letto e lo seguì per colpirlo da dietro con le sue mani, e qualsiasi cosa egli fece felice Abdul Muttalib. Ma quando l’apostolo di Allah aveva compiuto il suo ottavo anno suo nonno morì.
AbduI Muttalib era stato riconosciuto capo della tribù Quraysh, guardiano della santa città della Mecca. Quando egli morì nessuno dei molti figli era abbastanza influente da succedergli e il comando cominciò a passare al discendente del cugino, Umayya, che era stato invidioso del potere tenuto da Abdul Muttalib.
Dopo la morte del nonno l’apostolo di Allah visse con suo zio Abu Talib, per cui Abdul Muttalib è creduto di essere incaricato lui perché Abu Talib e il padre dell’apostolo di Allah erano fratelli dalla stesso padre e madre.
Un sortilegio venne una volta alla Mecca a profetizzare alla tribù Quraysh e loro portarono i loro figli a lui per sentire la sua profezia. Abu Talib visitò questo uomo, che guardò l’apostolo di Allah , ma era divertito da lui. Quando la profezia era ancora non dichirata, egli chiese del ragazzo e volle vederlo, ma quando Abu Talib percepì l’ansietà dell’uomo egli prese il nipote a parte. La profezia esclamò: “Guai a voi! Porta indietro il ragazzo che io ho già visto; per Allah, egli avrà alta dignità” Ma Abu Talib non sarebbe tornato.
In un’altra occasione Abu Talib andò con una carovana in un tragitto di commercio per la Siria. Quando egli era vicino alla partenza l’apostolo di Allah si attaccò a lui, e si ritiene che Abu Talib era così commosso da questo che egli esclamò: “Per Allah! Io dovrei prenderlo con me, ed egli non dovrebbe mai separarsi dagli altri. Perciò egli prese il ragazzo con lui.
Adesso, Busra, in Syria, c’era un monaco chiamato Bahira che era di fede cristiana. Egli aveva sempre vissuto come un’eremita. Possedeva un libro con le istruzioni dei monaci, che era passato ed era sempre tenuto dai più vecchi di loro. Quando la carovana si accampò nelle vicinanze dell’eremita di Bahira, ( loro erano precedentemente passati senza parlargli) egli preparò un grande accordo di cibo per lui, perché qualcosa aveva visto mentre nella sua cella. Egli aveva detto che, dal suo eremo, aveva visto l’apostolo di Allah nella carovana e che la carovana avvicinò una nuvola sospesa sopra l’apostolo di Allah. Quando la carovana arrivò la gente si fermò sotto un albero vicino la cella dell’eremita, e egli vide la nuvola ombreggiare l’albero, e i rami piegati su se stessi sopra l’apostolo di Allah per proteggerlo. Quando Bahira vide questo egli venne giù dalla sua cella e ordinò che fosse preparato cibo. Quando fu pronto egli mandò il seguente messaggio alla gente della carovana: “Io ho preparato un pranzo per voi, Quraysh people. Mi piacerebbe che voi tutti veniste, il piccolo e il grande, lo schiavo e il libero!” Un uomo fra noi rispose: “Per Allah Bahira! C’è qualcosa con te oggi!, perché non ti sei comportato così con noi prima? Sebbene noi passiamo spesso vicino a te. Cosa c’è di importante adesso?” Bahira rispose: “ Tu hai detto la verità, ma tu sei ospite e mi piacerebbe onorarti, e mangiare insieme a te”. Perciò loro si riunirono, ma l’apostolo di Allah rimase sotto l’albero, per la sua estrema gioventù, con il bagaglio della gente. Quando Bahira guardò intorno e gli mancava lui, egli disse: “O popolo Quraysh! Non lasciate qualcuno dietro di voi, deprivato del mio cibo”. Loro replicarono, “Nessuno è rimasto dietro, eccetto un ragazzo, il più giovane della tribù ed è rimasto con i nostro bagagli”. Bahira disse: “Non trattatelo così, ma chiamatelo a mangiare con noi”, e uno della tribù esclamò: “Io ho giurato a al-.Lat e a al Uzza che noi siamo per colpa per escludere il figlio di Abdullah da partecipare con noi a questo pranzo”. Allora egli andò da lui, portandolo nelle sua braccia, e lo fece sedere fra gli altri. Quando Bahira lo vide lo scrutò attentamente e lo esaminò per trovare i segni.
Quando la gente finì di mangiare e disperso Bahira diretto l’apostolo di Allah continuò , “Io ti supplicai a al Lat at Uzza; rispondi alla domanda che dovrei fare”, egli disse questo e l’apostolo di Allah replicò: “non chiedermi, io non ho mai odiato nulla più intensamente che questi due”, Bahira continuò, “Io ti supplico di rispondere a ciò che ti ho chiesto” e l’apostolo di Allah rispose: “Chiedimi quello che vuoi”. Perciò gli pose svariate domande riguardo il suo stato durante il sonno, le sue condizioni e circostanze, per cui l’apostolo di Allah diede risposta considerando cosa Bahira si aspettava. Allora Bahira guardò alle sue spalle e scoprì il sigillo della profezia fra le sue spalle.
Dopo che esaminò il ragazzo, Bahira andò da Abu Talib e chiese: “Cosa è questo ragazzo per te?”, egli replicò : “Mio figlio!”, Bahira replicò: “ Egli non è tuo figlio, non c’è nessuna necessità per questo ragazzo di avere un padre vivente”. Abu Talib disse: “E’ figli di mio fratello”, e Bahira chiese: “Che è stato di suo padre?” , Abu Talib replicò: “Egli morì quando la madre era incinta”, Bahira disse: “Tu hai detto la verità. Il ritorno con tuo nipote in questo paese e proteggilo dagli ebrei, che, per Allah!, se loro lo vedono e sanno di lui quello che so io, loro proveranno a nuocergli, perché qualcosa di veramente grande accadrà a questo vostro nipote. Quindi sii rapido a tornare con lui in questo paese”. Perciò suo zio ripartì velocemente con l’apostolo di Allah, e lo portò alla Mecca appena ebbe finito il suo tragitto in Siria.
In accordo con la leggenda corrente, fra il popolo, tre Cristiani o ebrei chiamati Zurayr, Tammam e Daris avevano le stesse informazioni sull’apostolo di Allah che aveva Bahira. Quando loro videro il ragazzo durante il tragitto con suo zio Abu Talib, e meditarono di fargli male, Bahira li avvisò contro e gli ricordò di Dio e della descrizione che essi avevano trovato nelle scritture; egli disse, anche, che sempre se loro persistevano nelle loro intenzioni loro non potevano portarlo fuori. Alla fine capirono e crederono in cosa egli diceva e ripartirono.
L’apostolo di Allah crebbe, proteggendolo Allah, seguendolo e guardandolo dall’abominazione dell’idolatria, avendo predestinato lui di diventare il suo apostolo e recipiente della sua grazia, e divenne il più eccellente uomo del suo popolo, il più gradevole nel comportamento, il più nobile di stirpe, il più fine nella cordialità, il più grande nella mansuetudine e il più sincero nelle parole; il più grande nella fedeltà, il più distante dal vizio e dagli atti di corruzione; così elevato e nobile che era chiamato fra la sua gente “il fedelissimo”, perché delle buone qualità Allah ha concesso su di lui.
L’apostolo di Allah racconto come Allah lo ha preservato nella sua infanzia a stato di innocenza, dicendo: “Io ero fra i ragazzi Quraysh e noi stavamo lanciando pietre per gioco. Noi eravamo nudi, e tutti i ragazzi hanno messo le loro mutande intorno al collo per contenere le pietre, e io ho fatto lo stesso. Quando io stavo quindi muovendo intorno, qualche essere che io vidi mi ha colpito un terribile botto ed esclamò: “Rimettiti le mutande”, in accordo io mi cinsi con ciò, e quindi portai le pietre sul mio collo, io, essendo il solo fra i miei compagni che indossava le mutande”
La guerra di Wicked scoppiò quando l’apostolo di Allah aveva trenta anni, e era chiamata Wicked perché durante il sacro mese due tribù, Kinana e Qays Aylan, considerarono giusto fare quello che non era giusto. La tribù Qurash, dopo il mese sacro, andò in aiuto dei suoi alleati, i Kinana, L’apostolo di Allah fu portato via dai suoi zii durante una battaglia a testimoniare la battaglia e successivamente disse: “Io stavo saettando verso i miei zii, vale a dire, io gli portavo e frecce, che i nemici avevano scagliato contro di loro”.
Alla prossima puntata!!!

